3 Agosto 2026, lunedì
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Serie A, reti bianche e rimpianti: Lecce-Sassuolo e Pisa-Verona finiscono senza vincitori né gol

Settima giornata senza squilli nei due anticipi: i salentini ci provano ma non sfondano contro un Sassuolo attento. Altra frenata per Gilardino e Zanetti, che restano ancora a secco di vittorie. Si salvano le difese, latitano le idee offensive.

Nessuna emozione sotto porta, tanti sbadigli e pochissimi strappi. Il settimo turno di Serie A si apre con due pareggi a reti inviolate che non scaldano né la classifica né il cuore degli spettatori. Al Via del Mare di Lecce, i padroni di casa impattano 0-0 contro un Sassuolo solido ma mai realmente pericoloso. Stessa sorte all’Arena Garibaldi, dove Pisa e Verona si annullano in una partita compassata, macchiata da errori sotto porta e da una cronica mancanza di lucidità negli ultimi venti metri.

Sono punti che muovono la classifica, certo, ma che non bastano per cambiare volto a due gare rimaste impantanate nella loro stessa prudenza. In entrambe le sfide le difese prevalgono sugli attacchi, e l’equilibrio tattico prende presto il sopravvento su qualsiasi tentativo di sblocco. Il risultato? Due 0-0 che fanno rumore per quanto non dicono.

Lecce-Sassuolo, tanto possesso ma zero concretezza

Al Via del Mare si gioca su ritmi discreti ma senza profondità. Il Lecce parte meglio, gestisce la palla con ordine e prova a dare continuità alle proprie iniziative offensive, ma fatica enormemente a trovare spazi tra le linee. Il Sassuolo, da parte sua, resta abbottonato nella prima frazione, affidandosi alle ripartenze di Laurienté e alla fantasia a intermittenza di Berardi.

Di Francesco insiste sulla giovane linea offensiva, ma il peso dell’attacco ricade ancora su Stulic, che spreca un paio di buone opportunità e conferma di non aver ancora trovato la giusta dimensione nel gioco giallorosso. Quando entra Camarda, il copione non cambia: buona volontà, ma poche idee. Il Sassuolo, pur abbassando il baricentro nella ripresa, si limita a controllare. La gara scivola via senza sussulti, lasciando l’impressione che a mancare siano state soprattutto il coraggio e un pizzico di imprevedibilità.

Con questo pari, il Sassuolo sale a quota 10 punti, frutto di due vittorie e quattro pareggi. Il Lecce resta più indietro, a quota 6, e ancora con tanti dubbi offensivi da risolvere.

Top e flop del match
Tra i pochi a salvarsi, il solido Doig nel Sassuolo e il dinamico D. Veiga per il Lecce. Più ombre che luci, invece, per Laurienté e Stulic, ancora lontani dalla forma migliore.

Il tabellino di Lecce-Sassuolo
Lecce (4-3-3): Falcone 6; Veiga 6, Gaspar 6, Gabriel 6, Gallo 6; Coulibaly 5.5 (Helgason 6), Ramadani 6, Berisha 6 (Pierret sv); Pierotti 6 (Banda sv), Stulic 5.5 (Camarda 6), Morente 6 (N’Dri sv). All. Di Francesco
Sassuolo (4-3-3): Muric 6; Walukiewicz 6, Romagna 6 (Candé sv), Idzes 6, Doig 6.5; Vranckx 6 (Iannoni 6), Matic 6, Thorsvedt 5.5; Berardi 5.5, Pinamonti 5.5 (Cheddira sv), Laurienté 5.5 (Pierini 6). All. Grosso
Arbitro: Crezzini
Ammoniti: Veiga, Falcone (L); Berardi, Doig (S)
Espulsi: nessuno
Marcatori: nessuno

Pisa-Verona, l’occasione mancata

All’Arena Garibaldi, la sfida tra Pisa e Verona si trasforma in una gara bloccata, tesa, senza mai trovare un vero padrone. Gilardino e Zanetti, entrambi a caccia della prima vittoria in campionato, cercano di non scoprirsi, ma finiscono per annullarsi a vicenda. La squadra di casa ci prova di più nel primo tempo, con Moreo che di testa sfiora il vantaggio. Dall’altra parte, l’Hellas si rende pericoloso soprattutto grazie agli errori altrui: clamorosa la chance divorata da Orban nella ripresa, dopo una leggerezza difensiva dei toscani.

Nzola, subentrato per dare una scossa all’attacco pisano, prova a farsi largo con una delle sue classiche accelerazioni, ma senza fortuna. La partita si spegne lentamente, senza particolari brividi. Il Verona tocca i 4 punti in classifica, Pisa fermo a 3: troppo poco per due squadre che avevano ambizioni ben superiori.

Una sfida che lascia dubbi a entrambe
Se il Verona può almeno consolarsi con la solidità difensiva, al Pisa resta la sensazione di un’identità ancora da costruire. L’attacco è sterile, e l’atteggiamento rinunciatario nel finale conferma che la fiducia è ancora da trovare.

Il dato che preoccupa
Né Gilardino né Zanetti hanno ancora festeggiato un successo in questo campionato. Il tempo per rimediare c’è, ma la pazienza – soprattutto in ambienti esigenti come quelli di Verona e Pisa – non è infinita.

Una giornata senza vincitori (e senza gol)

I due pareggi a reti inviolate aprono il settimo turno con un chiaro messaggio: in molte squadre, il motore dell’attacco non è ancora partito. Lecce, Sassuolo, Pisa e Verona si dividono la posta, ma restano alle prese con problemi strutturali ben visibili. Serve più qualità nella rifinitura, più freddezza sotto porta e una maggiore predisposizione al rischio. Senza di quella, la Serie A rischia di offrire spettacoli sterili e partite che si trascinano nel grigiore.

In attesa delle gare clou del weekend, la classifica si muove appena, e i nodi da sciogliere restano numerosi. A partire da una domanda che, dopo due 0-0 consecutivi, diventa inevitabile: chi ha davvero voglia – e capacità – di vincere?

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