16 Agosto 2026, domenica
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Trump avverte Hamas: “Se l’accordo non regge, Israele potrà tornare a colpire”

Il presidente americano annuncia che l’offensiva israeliana a Gaza potrà riprendere “non appena lo dirò io”. Hamas replica di aver rispettato i termini dell’intesa e di aver consegnato tutti i corpi degli ostaggi recuperabili.

Donald Trump ha rotto il silenzio sul fragile accordo in vigore tra Israele e Hamas, lasciando intendere che la tregua potrebbe avere i giorni contati. In un’intervista alla Cnn, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che prenderà in considerazione la possibilità di autorizzare il governo di Benjamin Netanyahu a riprendere le operazioni militari nella Striscia di Gaza, qualora Hamas non rispettasse pienamente i termini dell’intesa.

«Le forze israeliane potranno tornare in campo non appena lo dirò io», ha affermato Trump, sottolineando che la sua amministrazione sta monitorando con attenzione gli sviluppi dell’accordo. «Sapremo rapidamente che cosa accadrà con Hamas», ha aggiunto, lasciando intendere che la pazienza di Washington potrebbe essere limitata.

Le dichiarazioni del presidente americano giungono in un momento di estrema delicatezza. Sul terreno, infatti, proseguono le operazioni di recupero dei corpi degli ostaggi israeliani uccisi durante il conflitto. Hamas, in una nota diffusa e rilanciata da Sky News, ha assicurato di aver rispettato quanto stabilito, consegnando “tutti i prigionieri ancora in vita e tutti i corpi che è riuscita a raggiungere”.

Il movimento islamista ha tuttavia precisato che il recupero dei resti umani ancora dispersi è un’operazione complessa, ostacolata dalle macerie e dalla mancanza di strumenti adeguati. «I corpi rimanenti richiedono notevoli sforzi e attrezzature specializzate per essere ricercati e recuperati, e stiamo facendo grandi sforzi in tal senso», si legge nel comunicato.

Secondo il conteggio israeliano, Hamas ha finora restituito sette dei ventotto corpi ancora mancanti. Altri due dovrebbero essere consegnati a breve, mentre la Croce Rossa Internazionale ha avvertito che ci vorrà tempo per completare l’intero processo di recupero e identificazione delle vittime.

Le parole di Trump, pronunciate in un contesto già teso, rischiano di riaccendere le tensioni in Medio Oriente. Da un lato, Israele attende il via libera politico per riprendere le operazioni militari, dall’altro Hamas rivendica di aver adempiuto agli impegni presi e chiede maggiore collaborazione per la ricerca dei corpi.

Sul piano diplomatico, la Casa Bianca cerca di mantenere un equilibrio difficile: mostrare fermezza verso Hamas, ma senza compromettere la fragile tregua che ha permesso la parziale restituzione degli ostaggi e l’ingresso di aiuti umanitari nella Striscia. Tuttavia, la dichiarazione di Trump sembra riaprire la porta a una possibile escalation, in un momento in cui la comunità internazionale continua a invocare moderazione e dialogo.

Per ora, la tregua resiste. Ma la prospettiva di una nuova offensiva israeliana – legata alle decisioni di Washington e al comportamento di Hamas – getta un’ombra pesante sul futuro di Gaza e sull’intero processo negoziale.

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