18 Luglio 2026, sabato
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Washington accusa Pechino: “Vuole rallentare l’economia mondiale”

Il Segretario al Tesoro americano Scott Bessent, in un’intervista al Financial Times, punta il dito contro la Cina per le nuove restrizioni sulle esportazioni di terre rare e minerali strategici. Una mossa che, secondo Washington, nasconderebbe le fragilità dell’economia cinese e un tentativo deliberato di indebolire i mercati globali.

La tensione tra Stati Uniti e Cina torna a salire sul fronte economico. Il Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha accusato Pechino di voler “rallentare l’economia mondiale” attraverso una strategia di controllo delle esportazioni di materie prime critiche. In un’intervista concessa al Financial Times, Bessent ha affermato che la recente decisione del governo cinese di introdurre ampie restrizioni all’export di terre rare e minerali essenziali rappresenta “un atto deliberato per compromettere le catene di approvvigionamento globali”.

Le nuove misure, varate da Pechino tre settimane prima dell’incontro previsto tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping in Corea del Sud, vengono interpretate da Washington come un segnale politico oltre che economico. “Queste mosse”, ha spiegato Bessent, “non fanno che confermare le difficoltà interne della Cina, che tenta di proiettare forza all’esterno per mascherare una crescita ormai rallentata e un settore manifatturiero in sofferenza”.

Le terre rare e i minerali strategici — indispensabili per la produzione di tecnologie avanzate, dai semiconduttori alle auto elettriche — sono da tempo uno dei principali strumenti di pressione nelle mani di Pechino, che controlla oltre il 70% della raffinazione mondiale. La decisione di limitare ulteriormente le esportazioni, in un contesto già segnato dalle tensioni commerciali e dalla fragilità delle catene logistiche, rischia di avere effetti dirompenti sui mercati e sull’industria globale dell’alta tecnologia.

Secondo l’analisi del Financial Times, l’iniziativa del governo cinese potrebbe essere letta come una risposta preventiva al rafforzamento delle alleanze economiche tra Washington, Tokyo e Seul nel campo delle tecnologie critiche. Per Bessent, tuttavia, si tratta di un “gioco pericoloso” che potrebbe ritorcersi contro la stessa Cina: “Se Pechino continua a usare le materie prime come arma geopolitica, non farà altro che accelerare gli sforzi dell’Occidente per ridurre la propria dipendenza”.

Le dichiarazioni del Segretario al Tesoro arrivano in un momento di forte incertezza per i mercati internazionali. Le nuove tensioni tra le due maggiori potenze economiche del pianeta si sommano a un quadro già complesso, segnato dalla debolezza della domanda globale e dall’instabilità finanziaria in Asia. Il vertice tra Trump e Xi, previsto nelle prossime settimane, si preannuncia quindi cruciale: da esso potrebbe emergere non solo il tono delle future relazioni bilaterali, ma anche la direzione stessa dell’economia mondiale.

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