3 Luglio 2026, venerdì
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Filippo Turetta rinuncia all’Appello: “Sono sinceramente pentito”

Colpo di scena nel caso dell’omicidio di Giulia Cecchettin: il giovane, condannato all’ergastolo, sceglie di non impugnare la sentenza di primo grado e scrive una lettera alle autorità giudiziarie per spiegare la sua decisione.

Una svolta inattesa nel drammatico caso dell’omicidio di Giulia Cecchettin. Filippo Turetta, il 23enne veneto condannato all’ergastolo per l’assassinio della ex fidanzata, ha deciso di rinunciare al processo d’Appello. Lo ha comunicato personalmente alle autorità competenti attraverso una lettera scritta a mano, indirizzata alla Procura generale, alla Procura ordinaria, alla Corte d’Assise e alla Corte d’Appello.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, nel testo Turetta avrebbe espresso il proprio “sincero pentimento” e la volontà di non cercare attenuanti o sconti di pena. “Non voglio dare l’impressione di voler ottenere benefici o riduzioni – avrebbe scritto –. Voglio solo assumermi la piena responsabilità delle mie azioni.”

La decisione arriva a pochi mesi dalla condanna di primo grado, che aveva inflitto al giovane la pena più severa prevista dall’ordinamento: l’ergastolo. Il processo, celebrato davanti alla Corte d’Assise di Venezia, aveva ripercorso nel dettaglio la tragica notte del 12 novembre 2023, quando Giulia Cecchettin, studentessa di 22 anni, venne uccisa a coltellate dopo una lite con l’ex compagno. Il corpo della ragazza fu ritrovato giorni dopo in una scarpata tra Barcis e Piancavallo, in Friuli Venezia Giulia, mentre Turetta venne arrestato in Germania dopo una fuga di una settimana.

La rinuncia all’Appello rappresenta un gesto rarissimo in casi di questo tipo. Nella prassi giudiziaria, anche in presenza di una condanna pesante, quasi sempre gli avvocati consigliano di impugnare la sentenza, quantomeno per ottenere un riesame o una riduzione della pena. La scelta di Turetta, quindi, ha un significato che va oltre il piano processuale: sembra voler segnare una frattura netta con la strategia difensiva seguita finora e una volontà di chiudere il capitolo giudiziario assumendosi la responsabilità piena del delitto.

Resta ora da capire come reagiranno i legali e la famiglia della vittima. Durante il processo, i Cecchettin avevano più volte sottolineato la necessità di una giustizia che fosse anche “memoria e monito”, affinché la tragedia di Giulia non fosse dimenticata e servisse a sensibilizzare il Paese contro la violenza sulle donne.

Con la rinuncia all’Appello, il percorso giudiziario di Filippo Turetta sembra dunque avviarsi alla conclusione, salvo eventuali verifiche formali da parte della Corte d’Appello competente. Resta, invece, aperta la riflessione collettiva su un femminicidio che ha scosso profondamente l’opinione pubblica italiana, diventando simbolo di una ferita ancora aperta nella società.

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