Promuovere la cultura non è solo una missione educativa: è un atto politico, un investimento strategico, un ponte tra civiltà. Con questa consapevolezza, AUGE Università – ateneo telematico attivo nel campo della formazione a distanza – ha siglato un importante protocollo d’intesa con l’Ambasciata della Repubblica del Burundi in Italia. Un’intesa che promette di aprire nuovi scenari di collaborazione tra l’Italia e uno dei Paesi più svantaggiati dell’Africa, ma anche tra università, istituzioni locali e reti imprenditoriali.
A firmare l’accordo sono stati il Rettore di AUGE Università, professor avvocato Giuseppe Catapano, e l’Ambasciatore del Burundi, S.E. Ernest Ndabashinze. L’incontro, che si è svolto in un clima di cordialità e visione condivisa, ha avuto un obiettivo chiaro e ambizioso: avviare un percorso di formazione internazionale in grado di superare le barriere geografiche, linguistiche e socio-economiche, per creare reali opportunità di crescita nei rispettivi Paesi.
«Mettersi insieme per costruire e favorire una formazione che unisce i popoli è ciò che fa davvero la differenza. Il resto è solo rumore di fondo», ha dichiarato con forza l’Ambasciatore Ndabashinze, sottolineando il valore strategico dell’istruzione nel disegno di una cooperazione autentica e non meramente assistenziale.
Il protocollo siglato prevede una serie di azioni concrete: programmi di mobilità per studenti e docenti, corsi di formazione professionale pensati ad hoc per le esigenze del Burundi, attività culturali congiunte, scambi di know-how tra università e imprese, e la possibilità di creare sedi formative decentrate nel Paese africano. Il tutto con l’intento di costruire un dialogo permanente che favorisca lo sviluppo reciproco.
Alla cerimonia erano presenti, oltre ai firmatari, anche figure istituzionali e accademiche di rilievo. Tra questi, il professor Luigi Ferraiuolo, giornalista e docente, la dottoressa Fiume Giallo Imperatore e il dottor Gennaro Imperatore. Ha preso parte all’incontro anche Eugenio Maisto, imprenditore campano da tempo impegnato nella promozione di iniziative internazionali a vocazione sociale, insieme a Marco Maisto, rappresentante del Comune di San Marcellino, che ha svolto il ruolo di interprete per facilitare il dialogo tra le delegazioni.
L’iniziativa assume un significato particolarmente rilevante alla luce della situazione socio-economica del Burundi, nazione dell’Africa orientale spesso relegata ai margini del dibattito internazionale, nonostante le sue potenzialità. Il Paese, infatti, secondo i più recenti indicatori ONU, si colloca tra gli ultimi posti al mondo per sviluppo umano, con livelli altissimi di povertà, un accesso limitato all’istruzione superiore e una forte necessità di rafforzare le proprie competenze professionali interne.
Proprio per questo, l’accordo con AUGE Università non si limita a una dimensione simbolica, ma si configura come uno strumento operativo per rispondere a un bisogno reale: quello di fornire al Burundi gli strumenti formativi necessari per valorizzare il proprio capitale umano e per formare una classe dirigente capace di affrontare le sfide del futuro.
AUGE Università, da parte sua, rafforza così il proprio profilo internazionale e conferma la volontà di assumere un ruolo attivo nei processi di cooperazione e diplomazia culturale. L’ateneo, che opera attraverso una piattaforma digitale, intende mettere a disposizione le proprie tecnologie, i suoi corsi in e-learning e la propria rete di esperti per costruire percorsi di studio flessibili, inclusivi e di qualità.
Il dialogo avviato con l’Ambasciata del Burundi potrà inoltre estendersi a collaborazioni con altre istituzioni africane, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un sistema educativo più equo e accessibile a livello globale.
La firma dell’accordo rappresenta dunque il primo passo di un progetto di lungo respiro, che coinvolge non solo l’ambito universitario ma anche quello culturale, economico e sociale. Una scommessa sulla conoscenza come chiave per aprire nuove vie di cooperazione tra il Nord e il Sud del mondo, in un’epoca in cui la formazione è sempre più un diritto globale – e un dovere condiviso.
