«Voteremo a favore della revoca dell’immunità per Ilaria Salis, perché i reati di cui è accusata risalgono a un periodo precedente al suo ingresso in Parlamento». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, intervenendo a Telese Terme (Bn), dove è in corso la festa del partito.
Tajani ha sottolineato che l’immunità parlamentare non è uno strumento di protezione personale per vicende precedenti all’assunzione del mandato: «L’immunità serve a garantire la libertà di espressione e di azione dei parlamentari nello svolgimento delle loro funzioni. Non può essere invocata per questioni relative a fatti avvenuti quando una persona non era ancora parlamentare. Per questo motivo, la richiesta di conservare l’immunità non è giuridicamente fondata».
Ribadendo i principi del garantismo, il leader di Fi ha chiarito: «Finché non c’è una condanna, nessuno è colpevole. Tuttavia, non possiamo concedere un salvacondotto a Salis, così come non lo concederemmo a nessun altro. Se i fatti fossero accaduti durante il mandato parlamentare, la valutazione sarebbe stata diversa, ma trattandosi di reati commessi prima dell’elezione all’Europarlamento, è corretto votare contro la conservazione dell’immunità».
La presa di posizione di Tajani, netta e argomentata, segna un momento chiave per il dibattito all’interno del Parlamento europeo e conferma la linea di Forza Italia sulla distinzione tra responsabilità penale personale e prerogative legate al mandato parlamentare. La vicenda, destinata a sviluppi nelle prossime settimane, resta al centro dell’attenzione politica e mediatica, con possibili riflessi sul ruolo della Salis all’interno del gruppo del partito e sull’immagine della rappresentanza italiana a Bruxelles.
