L’Italia maschile della pallavolo è di nuovo lì, dove aveva promesso di tornare: in finale mondiale.
Con una prestazione autorevole, cinica e matura, la squadra di Ferdinando De Giorgi sconfigge per 3-0 la Polonia, proprio come accaduto nella finale iridata del 2022, e si guadagna il pass per l’ultimo atto del torneo. L’avversaria sarà la Bulgaria, sorpresa del tabellone, uscita vincitrice dalla semifinale contro la Repubblica Ceca.
Nel palazzetto carico di tensione e aspettative, l’Italia scende in campo con la consapevolezza del proprio valore e con la memoria ben salda di ciò che è riuscita a fare tre anni fa contro la stessa avversaria. La partita non tradisce le attese: intensa, giocata punto su punto, con la Polonia che prova a spingere fin dai primi scambi, ma si scontra contro una squadra azzurra lucida e reattiva, perfettamente orchestrata da Simone Giannelli, autentico metronomo del gioco italiano.
Un primo set di carattere
L’avvio sorride ai polacchi, che approfittano di qualche imprecisione azzurra e si portano avanti fino al +3. L’Italia però non si scompone, recupera terreno e trova l’aggancio con Michieletto e Romanò sugli scudi. È proprio il martello trentino, con il supporto dell’opposto lombardo, a spingere l’Italia oltre il muro avversario. La fase centrale del parziale è un braccio di ferro ad alta tensione, rotto nel finale da un’accelerazione azzurra che vale il 25-21.
L’equilibrio spezzato dalla lucidità
Il secondo set segue un copione simile: equilibrio prolungato e continui ribaltamenti. Decisive, in questo caso, si rivelano le scelte di De Giorgi, che ruota sapientemente gli uomini e trova risposte importanti da Bottolo e Anzani. La solidità in ricezione e il muro ordinato fanno la differenza, soprattutto nel contenimento di Wilfredo Leon, che viene limitato nei momenti chiave. L’Italia è chirurgica: quando c’è da colpire, lo fa con freddezza e senza esitazioni. Il 25-22 finale certifica il 2-0 e mette pressione su una Polonia mai davvero padrona del campo.
Rimonta da campioni
Il terzo set sembra poter riaprire il match: la Polonia parte a razzo, vola sul 5-1 e poi sul 10-5, con l’Italia momentaneamente in affanno. Ma proprio nel momento più complicato, De Giorgi pesca il jolly dalla panchina: fuori Bottolo, dentro Alessandro Porro. Il giovane azzurro cambia il ritmo della manovra e restituisce energia a una squadra che stava rischiando il blackout. L’inerzia si ribalta, Giannelli torna a servire con lucidità, e Michieletto finalizza con potenza e precisione. Il muro azzurro torna a essere invalicabile, Leon viene nuovamente neutralizzato, e l’Italia piazza il sorpasso decisivo. Il 25-23 finale suggella una vittoria pesante, non solo nel punteggio ma anche nel significato.
Le chiavi della vittoria
L’Italia ha vinto perché ha saputo leggere meglio la partita, reagire nei momenti difficili e colpire con freddezza quando il match era in bilico. Romanò è stato il miglior marcatore con 15 punti, seguito da un solidissimo Michieletto a quota 10. La difesa ha funzionato, il muro è salito di livello nei momenti chiave e la battuta ha limitato l’avvio offensivo polacco. Leon si è fermato a 13 punti, spesso frustrato dalla compattezza della seconda linea azzurra.
Il CT De Giorgi ha saputo ancora una volta gestire con intelligenza un gruppo giovane ma ormai maturo, pronto a giocarsi tutto nell’ultima sfida di questo Mondiale. Una squadra che ha confermato quanto fatto negli ultimi anni: l’Europeo vinto nel 2021, il Mondiale nel 2022 e ora un’altra finale, a conferma di un progetto tecnico che ha saputo costruire risultati e identità.
Ora la Bulgaria per completare il capolavoro
La finale, in programma tra due giorni, metterà di fronte gli azzurri alla Bulgaria, autentica rivelazione del torneo. I balcanici hanno superato la Repubblica Ceca con una prestazione sorprendente e rappresentano un’avversaria da affrontare con massima concentrazione. Pur non partendo con i favori del pronostico, la Bulgaria ha mostrato una crescita esponenziale durante il torneo, un gioco coraggioso e individualità di talento.
Per l’Italia, sarà l’occasione di difendere il titolo conquistato tre anni fa e inseguire uno storico “doppio oro” dopo quello ottenuto dalla Nazionale femminile pochi giorni fa. Una doppietta che scriverebbe un nuovo capitolo nella storia della pallavolo italiana, mai così brillante e continua a livello internazionale.
Verso la finale: più di una semplice partita
L’ultimo atto non sarà solo una finale mondiale. Sarà una partita che potrà certificare la supremazia dell’Italia nel panorama globale della pallavolo, maschile e femminile. Un risultato costruito con competenza tecnica, visione strategica e una generazione di atleti che unisce talento e spirito di squadra. E mentre l’eco del successo delle ragazze di Velasco non si è ancora spento, gli azzurri si preparano a scrivere la loro pagina, con l’ambizione di chi sa di poter ancora stupire.
Il sogno continua. E adesso, manca solo l’ultimo passo.
