29 Agosto 2026, sabato
HomeMondoPolitica nel MondoNetanyahu contestato all’Onu: ultimatum ad Hamas e accuse a Teheran. Trump rilancia...

Netanyahu contestato all’Onu: ultimatum ad Hamas e accuse a Teheran. Trump rilancia l’ipotesi di un accordo su Gaza

Il premier israeliano accolto tra applausi e fischi durante l’assemblea generale: “Liberate gli ostaggi o Israele vi darà la caccia”. A Washington l’ex presidente parla di pace “a portata di mano”. Sulla Flotilla cresce la tensione: Usb minaccia lo sciopero, la Farnesina avverte gli italiani a bordo

Benjamin Netanyahu ha scelto il palcoscenico più simbolico della diplomazia internazionale per lanciare un messaggio di forza e di sfida. Alla tribuna dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il premier israeliano è stato accolto da un’atmosfera tesa: applausi isolati, fischi, proteste e persino l’uscita dall’aula di alcune delegazioni al suo ingresso. Un clima che ha dato subito il tono di un intervento carico di tensione politica e militare.

Davanti ai rappresentanti dei Paesi membri, Netanyahu ha mostrato quella che ha definito “la mappa del terrore dell’Iran”, accusando Teheran di essere la regia occulta dei conflitti che insanguinano il Medio Oriente. “A Gaza vogliamo finire presto il nostro lavoro”, ha scandito, rilanciando l’ultimatum diretto ad Hamas: “Liberate gli ostaggi e deporrete le armi. Se lo farete vivrete. Altrimenti Israele vi darà la caccia”.

Un messaggio netto, che ha coinciso con una dichiarazione di segno opposto arrivata da Washington. Quasi in contemporanea, infatti, Donald Trump ha parlato dalla Casa Bianca con toni ottimistici: “Siamo molto vicini a un accordo a Gaza che libererà gli ostaggi e porterà la pace”, ha affermato l’ex presidente, lasciando intravedere uno spiraglio diplomatico che però al momento non trova conferme sul terreno.

Sul fronte umanitario, intanto, resta alta la tensione attorno alla cosiddetta Flotilla, la missione navale composta da una cinquantina di imbarcazioni cariche di aiuti dirette verso la Striscia. L’Unione sindacale di base ha rivolto un avvertimento diretto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Se la Flotilla sarà attaccata, siamo pronti a uno sciopero generale”. Una minaccia che aggiunge ulteriore pressione politica interna al dibattito italiano sul conflitto.

Gli attivisti a bordo, da parte loro, hanno respinto la proposta di una deviazione verso Cipro per lo scarico e il successivo inoltro dei beni umanitari. “Non ci saranno altre soste tecniche per le nostre 50 barche, continueremo diretti fino a Gaza. Siamo consapevoli delle minacce, ma ci rendono solo più uniti”, hanno dichiarato, confermando l’intenzione di portare avanti la missione.

Dal Ministero degli Esteri italiano è invece arrivata una presa di posizione prudente. La Farnesina ha rivolto un avvertimento agli italiani presenti sulla spedizione, ribadendo che “è sconsigliato proseguire”. Una raccomandazione che riflette i rischi concreti di un’operazione che, pur presentata come gesto di solidarietà, potrebbe trasformarsi in un nuovo punto di attrito internazionale.

Il quadro rimane dunque sospeso tra minacce, diplomazia e manifestazioni di protesta. Da una parte l’intransigenza di Israele, determinata a colpire Hamas fino a quando non saranno rilasciati gli ostaggi. Dall’altra le aperture, ancora fragili, di una mediazione che Trump vorrebbe accreditare come imminente. Nel mezzo, la sfida della Flotilla, simbolo di una società civile internazionale che tenta di rompere l’assedio e che, a ogni miglio percorso, accende nuove tensioni politiche e diplomatiche.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti