24 Ottobre 2026, sabato
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Hormuz, gli Usa rimuovono le mine iraniane: “Le rotte internazionali sono di nuovo libere”

Il comandante del Centcom, ammiraglio Brad Cooper, annuncia la conclusione dell’operazione nello Stretto: bonificati i corridoi di navigazione utilizzati dal traffico commerciale internazionale. Washington rivendica anche il controllo sul blocco navale contro Teheran: quasi 1.500 navi scortate negli ultimi mesi e 750 milioni di barili di greggio transitati verso i mercati globali.

Le rotte internazionali dello Stretto di Hormuz sono state liberate dalle mine navali iraniane. A ufficializzare la conclusione dell’operazione è stato l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), che in un video pubblicato su X ha annunciato che le forze armate americane hanno “rimosso con successo le mine navali presenti nelle rotte di navigazione internazionali dello Stretto”.

Secondo Cooper, gli ordigni erano stati posizionati mesi fa dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano. Ora, ha spiegato il comandante americano, “le rotte di transito riconosciute a livello internazionale nello Stretto sono libere da mine iraniane”, grazie a un’operazione condotta dai militari statunitensi in condizioni particolarmente complesse.

Una bonifica condotta nel massimo riserbo

L’intervento non si è limitato a un’unica componente delle forze armate. La Marina statunitense ha impiegato sommozzatori e Navy Seal, affiancati da risorse aeree e operative provenienti da Esercito, Marina, Aeronautica e Corpo dei Marines.

Una combinazione di uomini e mezzi che ha consentito di intervenire sui corridoi storicamente utilizzati dalla navigazione internazionale attraverso Hormuz. Cooper ha definito il lavoro “meticoloso e discreto”, sottolineando il livello di rischio affrontato dalle squadre impegnate nella bonifica.

“Le condizioni sono state a dir poco difficili e pericolose, ma abbiamo portato a termine la missione”, ha dichiarato l’ammiraglio.

Nel corso del messaggio, Cooper ha inoltre mostrato una carta nautica sulla quale è indicato il sistema di separazione del traffico marittimo riconosciuto a livello internazionale: proprio quei corridoi rappresentano una delle arterie più strategiche per il commercio e per l’approvvigionamento energetico mondiale.

Quasi 1.500 navi assistite

La rimozione delle mine, secondo il Centcom, si inserisce in un’operazione più ampia finalizzata a garantire la navigabilità dello Stretto e a sostenere il blocco navale imposto dagli Stati Uniti all’Iran.

Cooper ha ringraziato i militari americani impegnati nella regione, parlando di “un lavoro eccezionale” svolto da una forza complessiva di circa 50mila uomini.

I numeri forniti dal comandante danno la misura dell’attività condotta negli ultimi mesi: quasi 1.500 navi commerciali sono state assistite nel passaggio attraverso Hormuz, con un sistema di protezione coordinata.

A bordo di quelle navi viaggiavano complessivamente quasi 750 milioni di barili di greggio, destinati ai mercati energetici internazionali. Un flusso di dimensioni enormi, che rende evidente il peso strategico dello Stretto: ogni interruzione del traffico può infatti avere ripercussioni ben oltre il Golfo Persico, incidendo direttamente sull’equilibrio dei mercati energetici globali.

Washington rivendica il successo del blocco

Nel bilancio tracciato da Cooper c’è anche un dato particolarmente significativo sul fronte iraniano. Mentre le forze statunitensi hanno garantito il transito verso l’esterno del Golfo di centinaia di milioni di barili di greggio, l’Iran, secondo quanto riferito dal Centcom, non avrebbe esportato neppure un barile di petrolio dalle proprie coste da quando il blocco navale americano è stato ripristinato, a metà luglio.

“L’azione Usa si è rivelata estremamente efficace”, ha sostenuto l’ammiraglio.

La linea adottata da Washington, nelle parole di Cooper, è stata netta: nessuna nave sarebbe entrata o uscita da un porto iraniano senza il via libera americano, con un’unica eccezione per i transiti autorizzati per ragioni umanitarie.

Hormuz torna operativo, ma resta il nodo geopolitico

Il messaggio del Centcom arriva dunque con una doppia valenza. Da un lato, l’annuncio della bonifica delle rotte internazionali dalle mine rimuove una delle minacce più immediate alla sicurezza della navigazione. Dall’altro, la rivendicazione del controllo sui movimenti marittimi iraniani conferma quanto lo Stretto resti al centro della contrapposizione tra Washington e Teheran.

“Le rotte di navigazione internazionali sono aperte e l’attività è in crescita”, ha concluso Cooper.

Per gli Stati Uniti, la missione rappresenta così un risultato operativo e strategico insieme: mantenere aperto uno dei passaggi marittimi più delicati del pianeta, proteggere il traffico commerciale e, contemporaneamente, esercitare una forte pressione sull’Iran attraverso il controllo dei suoi collegamenti marittimi.

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