11 Giugno 2026, giovedì
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Omicidio di Cinzia Pinna, fermato l’imprenditore del vino Emanuele Ragnedda: ha confessato in caserma

La 33enne di Castelsardo era scomparsa l’11 settembre a Palau. Fermato mentre tentava la fuga in barca, il noto viticoltore ha ammesso di averla uccisa. Un giovane milanese indagato per occultamento di cadavere. Il corpo ritrovato in un terreno di sua proprietà

AGGIORNAMENTO

La svolta nel caso di Cinzia Pinna è arrivata nella notte, quando i carabinieri del Comando Provinciale di Sassari hanno fermato Emanuele Ragnedda, 41 anni, imprenditore del vino tra i più noti della Gallura, mentre cercava di prendere il largo a bordo di una barca. Portato in caserma per essere interrogato, l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità, confessando l’omicidio della 33enne di Castelsardo, scomparsa lo scorso 11 settembre a Palau.

Il corpo della giovane è stato rinvenuto in un terreno di proprietà di Ragnedda, adiacente alla sua abitazione. Le indagini, coordinate dalla Procura di Tempio Pausania, hanno inoltre portato all’iscrizione nel registro degli indagati di un 26enne originario di Milano, accusato di aver contribuito all’occultamento del cadavere.

La notte della scomparsa

Cinzia Pinna si trovava a Palau per una vacanza. L’ultima volta era stata vista l’11 settembre, quando aveva partecipato a una serata con amici. Le immagini riprese da alcune telecamere di videosorveglianza la mostrano camminare da sola, in evidente stato confusionale. A un certo punto, si ferma accanto a un’auto e sale a bordo: la vettura è intestata a Emanuele Ragnedda.

Le celle telefoniche hanno permesso di ricostruire parte dei suoi ultimi spostamenti. Il cellulare della donna è rimasto attivo fino alle 3.20 del 12 settembre, localizzato nella zona del porto di Palau. Poi il silenzio, nessun ulteriore segnale, nessun contatto. Secondo gli inquirenti, l’omicidio sarebbe stato commesso proprio nella notte tra l’11 e il 12 settembre, all’interno della proprietà di Ragnedda.

Il profilo dell’imprenditore

Il nome di Emanuele Ragnedda è da tempo legato al mondo del vino in Sardegna. Figlio di Mario e nipote di Francesco, appartiene a una delle famiglie che hanno contribuito a fare della cantina Capichera un marchio di prestigio nel panorama enologico nazionale e internazionale. Negli ultimi anni aveva intrapreso un proprio percorso con l’azienda Conca Entosa, specializzata nella produzione di Vermentino.

Tra le etichette più discusse figura il “Disco Volante”, definito da alcuni critici il bianco più costoso d’Italia, venduto in alcuni casi fino a 1.800 euro a bottiglia. Un progetto che aveva contribuito ad accrescere la notorietà di Ragnedda, rendendolo una figura di spicco nel tessuto economico e sociale della Gallura.

Lo sconcerto della comunità

Il fermo dell’imprenditore ha gettato nello sgomento la comunità locale. La vicenda ha colpito non solo per la brutalità dei fatti, ma anche per il coinvolgimento di una persona conosciuta e stimata, fino a ieri simbolo di un’eccellenza produttiva del territorio.

Mentre proseguono gli accertamenti sulla dinamica dell’omicidio e sul ruolo del giovane indagato per occultamento, i carabinieri stanno lavorando per ricostruire le ore cruciali tra la scomparsa di Cinzia Pinna e il suo ritrovamento. Una vicenda che, nel giro di pochi giorni, ha trasformato un mistero di provincia in un caso di rilevanza nazionale.

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