6 Ottobre 2026, martedì
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JUVENTUS-INTER 4-3: ADZIC FIRMA L’EPILOGO DI UN CLASSICO DAI MILLE VOLTI

Una serata di calcio puro all'Allianz Stadium: sette gol, giocate da applausi, duelli familiari e il talento che sboccia nei momenti più inattesi. La Juventus piega l’Inter in una gara che resterà a lungo impressa nella memoria degli appassionati.

Di fronte alle grandi sfide, il calcio italiano sa ancora emozionare. Juventus-Inter, anticipo della terza giornata di Serie A, è stato molto più di un semplice scontro al vertice: è stata un’ode allo sport, al talento e all’imprevedibilità. Un 4-3 che fotografa una gara instancabile per ritmo, intensità e qualità, in cui ogni tentativo di lettura è stato puntualmente sovvertito da un nuovo colpo di scena.

Alla fine, la Juventus di Igor Tudor ha avuto la meglio sull’Inter di Cristian Chivu, grazie a un destro in pieno recupero del giovane Adzic che ha fatto esplodere lo Stadium. Ma sarebbe riduttivo fermarsi al risultato. In campo, un’alternanza continua di emozioni, con protagonisti di ogni età e ruolo, da Yildiz e Calhanoglu fino ai fratelli Thuram.

PRIMO TEMPO: INTER SPINGE, JUVENTUS PUNGE

L’Inter parte con decisione, fedele all’identità chiara impressa da Chivu: pressing alto, baricentro aggressivo, ricerca continua dell’ampiezza. Il primo brivido arriva già al 4′, quando Barella sfiora il palo con un destro al volo dal limite dell’area, preludio a un dominio territoriale che però resta sterile.

La Juventus, soffocata nella costruzione, sceglie di colpire con cinismo. È il 14’ quando Yildiz ruba palla a Calhanoglu e dà il via all’azione che porterà al gol del vantaggio: calcio d’angolo conquistato, schema efficace, torre acrobatica di Bremer sul secondo palo e tocco preciso di Kelly che trafigge Sommer con un destro di controbalzo. Uno a zero, alla prima vera sortita offensiva.

La risposta interista è immediata e di qualità. Al 30’, dalla catena mancina formata da Bastoni e Mkhitaryan nasce l’azione del pareggio: Carlos Augusto riceve, guarda la porta e serve un pallone arretrato a Calhanoglu, che colpisce con un sinistro potente dal limite, imparabile per Di Gregorio.

Ma il botta e risposta non si ferma. Al 38’, la scena è tutta per Kenan Yildiz, il talento turco classe 2005. Palla ricevuta a 30 metri dalla porta, spazio per pensare e il coraggio per provarci: destro secco, radente, che si infila all’angolino basso. Il secondo gol stagionale del fantasista bianconero riporta avanti la Juventus e manda le squadre negli spogliatoi sul 2-1.

SECONDO TEMPO: IL PIANO DI CHIVU, IL GENIO DI TUDOR

La ripresa si apre con un’Inter ancora padrona del pallone, mentre la Juventus si raccoglie dietro la linea della palla, cercando ripartenze rapide ma poco incisive. La supremazia territoriale dei nerazzurri, stavolta, viene premiata.

Al 65’, dopo un’azione insistita dentro l’area bianconera, tra deviazioni e rimpalli, è ancora Calhanoglu a prendere la scena: controllo e destro al volo, potente e preciso, per la doppietta personale e il nuovo pareggio, 2-2.

La partita si accende definitivamente, anche per merito di Tudor, che legge il momento e decide di rischiare. Dentro Cabal e soprattutto Adzic, un jolly finora rimasto ai margini del matchday. L’Inter, galvanizzata dal pareggio, continua a spingere e completa apparentemente la rimonta con Marcus Thuram: al 76’, l’attaccante francese svetta di testa tra Cabal e Bremer e porta avanti i suoi. È il 3-2, e Chivu pensa di averla chiusa.

Ma il calcio, si sa, non segue copioni scritti. All’83’, Khephren Thuram, fratello minore di Marcus e centrocampista della Juventus, emula il fratello con la stessa moneta: colpo di testa su cross di Weah e rete del 3-3. In tribuna, papà Lilian guarda la scena e sorride amaro, testimone di un inedito derby di famiglia in Serie A.

L’EPILOGO: IL GIOVANE ADZIC E LA ZAMPATA DEL FUTURO

Quando tutto lascia pensare a un pareggio pirotecnico e sostanzialmente giusto, arriva l’inaspettato. In pieno recupero, minuto 91, Adzic prende palla lontano dai sedici metri, guarda lo specchio e calcia. Il suo destro è secco, potente, ma non impossibile. Eppure Sommer, forse sorpreso dalla scelta e dalla distanza, si fa trovare impreparato: la palla gonfia la rete, lo Stadium esplode. È 4-3, la Juventus vince, ma soprattutto lancia un segnale.

LA NOTTE DELLE CONFERME E DELLE SCOPERTE

Al di là del risultato, Juventus-Inter ha regalato al calcio italiano una serata da cartolina. Le conferme di giocatori affermati come Calhanoglu, i progressi evidenti dei fratelli Thuram, l’esplosione definitiva di Yildiz e il battesimo da eroe di Adzic sono tutte storie che si intrecciano in un racconto corale e appassionante.

Tudor esce vincitore non solo per i tre punti, ma per il coraggio nelle scelte e per aver dato fiducia a una linea verde che potrebbe rappresentare il futuro prossimo della Juventus. Chivu, dal canto suo, vede la sua squadra dominare per lunghi tratti ma cedere nei momenti cruciali: c’è da registrare la fase difensiva, ma il potenziale è innegabile.

IL FUTURO PASSA DA QUI

In una Serie A spesso accusata di eccessivo tatticismo e scarso spettacolo, Juventus-Inter ha offerto uno show europeo per qualità, ritmo e personalità dei protagonisti. Una gara che ha mostrato come si possa costruire il futuro investendo su giovani pronti a prendersi la scena e veterani capaci di fare la differenza.

Per il momento, resta un dato incontrovertibile: la Juventus c’è. E lo ha dimostrato nel modo più affascinante possibile.

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