La cultura come motore di sviluppo, la letteratura come collante sociale e simbolo di identità collettiva. È questo il senso profondo del Premio “Totalmente FVG”, che Banca 360 FVG assegna quest’anno alla Fondazione Pordenonelegge, organizzatrice del celebre festival letterario giunto alla sua ventiseiesima edizione.
La cerimonia ufficiale si terrà il 20 settembre alle 20.30 presso il Teatro Verdi di Pordenone, nell’ambito dell’edizione 2025 del festival. A condurla sarà Paolo Mosanghini, direttore del Messaggero Veneto, mentre a consegnare il premio sarà il presidente della banca promotrice, Luca Occhialini. L’evento sarà seguito da un incontro speciale con Massimo Recalcati, a suggellare un momento che si annuncia intenso e ricco di significati.
Un premio che valorizza chi dà valore al Friuli Venezia Giulia
Istituito da Banca 360 FVG, il Premio “Totalmente FVG” nasce per rendere omaggio a chi, in ambito culturale, economico, scientifico, sociale o sportivo, ha saputo rappresentare con merito e visione il Friuli Venezia Giulia, contribuendo alla sua crescita e alla sua visibilità. Dopo la prima edizione, che nel 2024 ha visto premiato Gianpaolo Pozzo, imprenditore e patron dell’Udinese Calcio, la scelta di quest’anno è caduta su una delle esperienze culturali più significative dell’intero Nord Est: pordenonelegge, la Festa del libro e della libertà.
Nata nel 2000, la manifestazione ha saputo costruire in poco più di due decenni un’identità solida e riconoscibile, diventando un punto di riferimento per lettori, editori e autori italiani e stranieri. Ogni anno, oltre 150.000 visitatori popolano le strade, le piazze e i teatri della città per partecipare a una delle rassegne più longeve e autorevoli nel panorama letterario nazionale.
“Una delle più grandi invenzioni culturali del nuovo secolo”
A motivare l’assegnazione del Premio, le parole di Luca Occhialini fotografano con efficacia la portata dell’evento:
“pordenonelegge è un festival che ha saputo coniugare gli straordinari valori della cultura con la promozione economica e turistica della sua terra e della sua comunità, coinvolgendo progressivamente, oltre alla città d’origine, anche la provincia e l’intera regione. Un evento unico per capacità di dialogo, confronto e crescita, sintesi perfetta tra sete di sapere e consapevolezza che la cultura è anche fonte di redditività. Per l’anima, certo, ma anche per l’economia.”
Un tributo sentito a quella che viene definita “una delle più grandi invenzioni culturali del Friuli Venezia Giulia nel nuovo secolo”, capace di accendere riflettori sulla cultura non solo come ambito di espressione, ma anche come leva concreta per lo sviluppo locale, l’attrattività turistica e l’innovazione sociale.
La città che diventa festival: identità, dialogo, libertà
Il successo di pordenonelegge si misura anche nella forza simbolica che l’evento ha acquisito nel tempo. La presentazione dell’edizione 2025, affidata alle parole degli organizzatori Gian Mario Villalta (direttore artistico), Alberto Garlini e Valentina Gasparet, con il coordinamento della direttrice della Fondazione Michela Zin, restituisce l’immagine di un’esperienza totale:
“Una città-festival, chi l’ha mai vista? Dire che pordenonelegge è un festival che si fa a Pordenone non basta: tutta la città è festival. È una festa dei libri, per i libri, con i libri e con chi li scrive e li legge. Una festa della libertà: quella che non brucerebbe mai i libri, che sceglie senza nascondersi dietro parole d’ordine. La libertà di scrivere e leggere è il presupposto della democrazia.”
Parole forti, che risuonano con particolare intensità in un’epoca di tensioni e di semplificazioni comunicative. pordenonelegge difende invece uno spazio di complessità, dove la parola è al centro e la pluralità dei punti di vista diventa risorsa, non minaccia. Un approccio che ha ricevuto anche l’apprezzamento di autorevoli istituzioni internazionali: l’inizio del percorso verso l’edizione 2025 è avvenuto addirittura all’interno del Parlamento Europeo, con la presentazione ufficiale a Bruxelles da parte della presidente Roberta Metsola.
“La lettura ci fa sentire parte della stessa umanità” – ha dichiarato Metsola – “La forza delle idee costruisce ponti e la letteratura è una lente privilegiata per affrontare le sfide globali”.
Capitale della Cultura 2027: un riconoscimento alla visione
La scelta di assegnare a Pordenone il titolo di Capitale italiana della Cultura 2027 appare quasi naturale alla luce di quanto seminato in questi 26 anni. pordenonelegge ha agito da catalizzatore di energie e progettualità, trasformando la città in un laboratorio culturale permanente. Non si è trattato soltanto di portare autori e lettori in un luogo, ma di farli dialogare con la comunità, con le scuole, con le imprese, con le istituzioni. Una rete viva, che si estende oltre i confini urbani e coinvolge l’intero territorio regionale.
Agrusti: “Un riconoscimento all’intera comunità”
Parole di orgoglio e gratitudine arrivano da Michelangelo Agrusti, presidente della Fondazione Pordenonelegge, che ha voluto dedicare il premio alla collettività:
“Ricevere il Premio Totalmente FVG è un onore e una grande responsabilità. Questo riconoscimento non è solo per la nostra storia, ma per la comunità che rende possibile il festival: le istituzioni, le aziende, i volontari, il pubblico. Il nostro orizzonte resta quello di sempre: fare del libro e della libertà le coordinate di un’esperienza collettiva, aperta e inclusiva. La libertà di leggere, scrivere, pensare, incontrarsi: valori che difendiamo con passione, ogni giorno.”
Una cultura che non si esaurisce nei giorni del festival
Pordenonelegge non è solo un evento annuale: è un progetto continuo, un cantiere permanente di idee. Mostre, incontri nelle scuole, percorsi di formazione, progetti editoriali e di promozione alla lettura si moltiplicano nel corso dell’anno, rendendo il festival un soggetto culturale attivo, capace di adattarsi alle sfide contemporanee e di anticiparne alcune.
In questo contesto, il Premio Totalmente FVG appare non soltanto come un riconoscimento, ma come una conferma: quella di un’eccellenza radicata nel territorio, ma capace di parlare al mondo. Una cultura che non si chiude, ma si espone; che non si limita a celebrare, ma costruisce.
Appuntamento il 20 settembre al Teatro Verdi
La cerimonia del 20 settembre sarà dunque molto più di un atto formale. Sarà il racconto, simbolico e concreto, di una regione che ha scelto di investire nella cultura come elemento identitario e propulsivo. Sarà la celebrazione di un festival che ha fatto della libertà un manifesto e del libro un ponte tra passato, presente e futuro.
Un’occasione per riconoscere che anche in tempi complessi, la cultura resta uno degli strumenti più potenti per unire, interpretare e trasformare la realtà. E che il Friuli Venezia Giulia, con pordenonelegge, ha saputo fare della parola scritta il cuore pulsante di una comunità che guarda avanti.
