26 Luglio 2026, domenica
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Bari, al via il progetto “Mobile Angel”: un dispositivo salvavita per le donne vittime di violenza

Presentato in Procura il nuovo strumento tecnologico di prevenzione e protezione. Finanziato dalla Regione Puglia e gestito dai Carabinieri, lo smartwatch con geolocalizzazione consente interventi tempestivi in caso di pericolo

Nel cuore delle istituzioni giudiziarie di Bari prende ufficialmente il via il progetto “Mobile Angel”, un’iniziativa innovativa destinata a rafforzare la rete di protezione per le donne vittime di violenza di genere. La presentazione è avvenuta questa mattina nella sede della Procura della Repubblica del capoluogo pugliese, alla presenza di numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali, delle forze dell’ordine e del mondo associativo impegnato nel contrasto agli abusi.

Un alleato tecnologico per la sicurezza femminile
Il progetto introduce l’utilizzo di uno smartwatch dotato di geolocalizzatore, collegato al cellulare della donna a rischio. Il dispositivo, che prende il nome di Mobile Angel, è in grado di inviare un allarme alla Centrale Operativa dei Carabinieri in caso di pericolo, permettendo l’intervento immediato della pattuglia più vicina. L’attivazione può avvenire sia manualmente, da parte della vittima, sia in automatico in seguito a un movimento brusco, come uno strattonamento.

Non si tratta solo di uno strumento tecnologico, ma di un vero e proprio presidio di sicurezza individuale, pensato per restituire libertà e tranquillità alle donne che vivono situazioni di minaccia o di stalking. A Bari, come in altre città dove il sistema è stato sperimentato con successo, il dispositivo ha già contribuito a prevenire aggressioni e atti violenti grazie alla tempestività degli interventi.

La rete istituzionale: un fronte comune contro la violenza di genere
Alla conferenza stampa di presentazione hanno preso parte il Procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, e il Generale di Brigata Gianluca Trombetti, comandante provinciale dei Carabinieri, i quali hanno sottolineato l’importanza della collaborazione interistituzionale per rafforzare gli strumenti di prevenzione.

Fondamentale il ruolo della Regione Puglia, che ha finanziato l’acquisto dei dispositivi con un investimento iniziale di 100mila euro, nell’ambito delle politiche regionali per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere. A rappresentare la Regione erano presenti il consigliere delegato al Welfare Ruggiero Mennea e l’avvocata Valentina Romano, direttrice del Dipartimento Welfare.

Significativa anche la partecipazione della presidente del Soroptimist International Club di Bari, Adriana De Serio, organizzazione femminile impegnata nella promozione dei diritti delle donne e nella lotta contro la violenza, e delle rappresentanti dei CAV (Centri Antiviolenza) attivi sul territorio, che saranno coinvolti direttamente nella diffusione e gestione del progetto.

Un modello replicabile e già sperimentato con successo
Il “Mobile Angel” non è un’iniziativa isolata. Il progetto è già stato implementato in altre realtà italiane, dimostrandosi un modello efficace di tutela preventiva. Il valore aggiunto è rappresentato dalla sua immediatezza operativa: il collegamento diretto con la centrale dei Carabinieri permette infatti di ridurre drasticamente i tempi di risposta, che in molti casi possono fare la differenza tra la salvezza e il dramma.

Inoltre, la presenza del dispositivo può avere un forte effetto deterrente per chi intende perpetrare atti di violenza, consapevole della rapidità con cui potrebbe essere intercettato dalle forze dell’ordine.

Prevenzione, tecnologia e responsabilità condivisa
L’avvio del progetto “Mobile Angel” nel distretto giudiziario di Bari rappresenta un ulteriore passo avanti nella costruzione di un sistema integrato di tutela per le donne. Un sistema che mette insieme tecnologia, istituzioni, enti locali e associazionismo in una sinergia concreta, capace di tradursi in interventi reali e salvavita.

Come sottolineato dai promotori durante l’incontro, si tratta non solo di un progetto innovativo, ma anche di un segnale chiaro: la lotta contro la violenza di genere non è una battaglia simbolica, ma un impegno quotidiano che richiede strumenti adeguati, risorse dedicate e la mobilitazione congiunta di tutte le forze sociali e istituzionali.

Il progetto è ora operativo anche a Bari. Le donne che si trovano in situazioni di rischio potranno contare su un supporto in più, al polso, discreto ma efficiente. Un angelo custode digitale, pronto a intervenire quando serve.

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