29 Giugno 2026, lunedì
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Il Tesoro colloca 18 miliardi di Btp a 7 e 30 anni. Forte domanda dagli investitori istituzionali

La raccolta ha superato i 218 miliardi di euro complessivi. Spread finali ridotti rispetto alle indicazioni iniziali grazie all’elevato interesse. Offerti rendimenti superiori di 8 e 6 punti base rispetto ai titoli di riferimento.

ROMA – Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato due nuove emissioni di Btp per un importo complessivo di 18 miliardi di euro, attraverso un’operazione sindacata rivolta agli investitori istituzionali. L’operazione ha riguardato un nuovo titolo a 7 anni da 13 miliardi e un trentennale da 5 miliardi. La raccolta ha generato una domanda complessiva pari a circa 218 miliardi di euro, divisa quasi equamente tra le due scadenze: circa 110 miliardi sul titolo a 7 anni e 108 miliardi su quello a 30 anni.

Rendimenti e condizioni economiche

I rendimenti riconosciuti agli investitori si sono attestati a 8 punti base sopra il Btp benchmark con scadenza luglio 2032 e cedola del 3,25% per il settennale, e a 6 punti base sopra il titolo con scadenza ottobre 2054 e cedola del 4,3% per il trentennale. In entrambi i casi, la domanda molto sostenuta ha consentito al Tesoro di chiudere le operazioni con condizioni più favorevoli rispetto alle indicazioni iniziali di spread, che erano di 10 punti base per il titolo a 7 anni e di 9 punti base per quello a 30 anni.

Profilo dell’operazione

L’emissione si è svolta tramite sindacato, una procedura utilizzata per collocamenti di nuova apertura o con durata particolarmente lunga, in cui un gruppo di banche – solitamente primary dealer – raccoglie ordini presso una platea selezionata di investitori. Lo strumento consente una gestione più efficiente della domanda e una maggiore visibilità sul collocamento.

Secondo fonti di mercato, la domanda è arrivata da una vasta gamma di investitori istituzionali, tra cui fondi di investimento, assicurazioni, fondi pensione e banche centrali. La distribuzione geografica e tipologica degli ordini sarà resa nota nei prossimi giorni, ma il dato quantitativo conferma l’interesse stabile verso il debito italiano su orizzonti anche di lungo periodo.

Inquadramento nella strategia del Tesoro

L’operazione si inserisce nella regolare attività di gestione del debito pubblico e contribuisce alla costruzione di punti di riferimento (benchmark) sulle diverse scadenze della curva dei rendimenti. L’emissione dei nuovi titoli consente inoltre di proseguire con una diversificazione delle fonti di finanziamento e con un’estensione della durata media del debito, in coerenza con gli obiettivi di sostenibilità delineati nelle recenti comunicazioni del Tesoro.

Con questa operazione, il Tesoro prosegue nel programma annuale di raccolta, che prevede una combinazione di aste regolari e collocamenti sindacati in funzione dell’andamento del fabbisogno e delle condizioni di mercato. I prossimi appuntamenti sul mercato primario includono le consuete aste mensili di titoli a breve, medio e lungo termine.

Conclusioni

Il risultato dell’emissione conferma l’interesse degli investitori per i titoli di Stato italiani e la possibilità per l’Italia di collocare debito anche a lunga scadenza a condizioni considerate competitive nel contesto attuale. La riduzione degli spread finali rispetto alle indicazioni iniziali rappresenta un segnale tecnico positivo, ma il dato sarà da valutare nel quadro più ampio dell’evoluzione dei mercati obbligazionari europei e internazionali nelle prossime settimane.

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