3 Ottobre 2026, sabato
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Zelensky annuncia nuove operazioni in profondità in territorio russo: “Forze e risorse pronte”

Il presidente ucraino, dopo un vertice con il comando militare, dichiara che Kiev sta preparando nuove azioni offensive oltre confine. Al centro dell’analisi, la situazione a Zaporizhzhia e le pressioni russe nelle regioni di Sumy e Kharkiv.

KIEV – L’Ucraina si prepara a una nuova fase del conflitto. Con un messaggio diffuso al termine di una riunione operativa con il comandante delle forze armate ucraine, Oleksandr Syrsky, il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato che Kiev sta pianificando attacchi in profondità all’interno del territorio russo.

L’obiettivo dichiarato è duplice: rafforzare la capacità di difesa del Paese e colpire le strutture logistiche e militari oltre la linea del fronte, in risposta all’intensificarsi delle offensive russe, in particolare nelle zone orientali e settentrionali dell’Ucraina.

«Abbiamo analizzato in dettaglio la situazione nella zona di Zaporizhzhia, così come le intenzioni del nemico», ha scritto Zelensky in un messaggio pubblicato sulla piattaforma X (ex Twitter). «Abbiamo discusso anche della situazione nelle aree di confine delle regioni di Sumy e Kharkiv, che continuano a essere sottoposte a forti pressioni da parte delle forze russe. Continueremo a condurre operazioni attive ogni volta che sarà necessario per la difesa dell’Ucraina. Le forze e le risorse sono pronte. Sono stati pianificati anche nuovi attacchi in profondità».

Un cambio di tono e di strategia

Il messaggio del presidente ucraino segna un cambio di tono importante rispetto alle settimane precedenti, in cui il fronte militare era stato descritto come statico e segnato da una guerra di logoramento. Le parole di Zelensky indicano ora una volontà di alzare il livello dello scontro, puntando a colpire obiettivi sensibili in territorio russo, come depositi di munizioni, infrastrutture militari, centri di comando e – dove possibile – linee di rifornimento strategiche.

Una strategia che non rappresenta una novità assoluta per le forze ucraine, già protagoniste in passato di azioni a lungo raggio con l’impiego di droni e missili a guida satellitare, ma che ora sembra destinata a intensificarsi, anche grazie all’evoluzione delle capacità tecnologiche e di intelligence maturate negli ultimi mesi.

La pressione sulle regioni settentrionali

L’annuncio di Zelensky arriva in un momento delicato sul piano operativo. Nelle ultime settimane, le forze armate russe hanno ripreso a colpire in modo sistematico le regioni settentrionali dell’Ucraina, con particolare intensità nelle aree di confine delle province di Sumy e Kharkiv.

Si tratta di territori che, pur essendo già stati pesantemente coinvolti nelle fasi iniziali dell’invasione russa nel 2022, sono tornati ad assumere un ruolo strategico con l’arrivo di nuove forze russe, concentrate su incursioni tattiche e attacchi mirati con artiglieria e droni esplosivi.

Secondo fonti militari ucraine, la Russia avrebbe recentemente rafforzato le proprie postazioni lungo la linea di confine, con l’obiettivo di mantenere alta la pressione e logorare le difese locali ucraine, aprendo eventualmente nuovi fronti secondari in grado di distogliere risorse dalle direttrici principali del conflitto nel Donbass e nel sud.

Zaporizhzhia resta un nodo centrale

Il riferimento diretto alla regione di Zaporizhzhia, nell’intervento del presidente ucraino, è tutt’altro che casuale. L’area resta uno dei fronti più sensibili dell’intero conflitto, sia per il suo valore simbolico che per la sua importanza strategica.

Oltre alla presenza della più grande centrale nucleare d’Europa – costantemente al centro dell’attenzione internazionale per i rischi legati alla sua sicurezza – Zaporizhzhia rappresenta anche un nodo logistico cruciale tra i territori occupati nel sud e quelli contesi a est.

Le forze ucraine hanno condotto negli ultimi mesi diverse operazioni offensive mirate nella regione, cercando di contenere l’avanzata russa e, in alcuni casi, riconquistare posizioni perse. Tuttavia, il fronte resta estremamente fluido e segnato da scontri quotidiani di media intensità.

Attacchi in profondità: strumenti e obiettivi

La capacità di colpire in profondità nel territorio russo rappresenta una delle sfide chiave per le forze armate di Kiev. Negli ultimi mesi, l’Ucraina ha rafforzato la propria dotazione in termini di armamenti a lungo raggio, grazie anche al supporto occidentale. Missili da crociera Storm Shadow, droni d’attacco di nuova generazione e sistemi d’intelligence avanzati hanno permesso alle forze ucraine di portare a segno azioni sempre più efficaci anche a centinaia di chilometri dal confine.

In particolare, gli attacchi contro aeroporti militari, impianti petroliferi e centri di comando in territorio russo hanno assunto un valore non solo militare, ma anche simbolico e politico: un segnale di resistenza e capacità operativa rivolto tanto alla popolazione ucraina quanto alla comunità internazionale.

Non è tuttavia chiaro se i nuovi attacchi preannunciati da Zelensky seguiranno lo stesso schema, né quale sarà la loro portata effettiva. Molto dipenderà anche dalla posizione degli alleati occidentali, alcuni dei quali – in particolare gli Stati Uniti – hanno espresso in passato riserve sull’uso degli armamenti forniti per colpire obiettivi oltre confine.

Il contesto diplomatico

L’annuncio del presidente ucraino si colloca in un momento di rinnovata attenzione internazionale sul conflitto, mentre si moltiplicano i tentativi di mediazione e le pressioni – formali e informali – su Mosca per fermare le operazioni militari. Sul piano diplomatico, Kiev continua a ribadire che non può esserci alcun negoziato credibile senza il ritiro completo delle truppe russe dai territori occupati, una posizione condivisa anche da una parte significativa del fronte europeo.

Nel frattempo, il fronte resta attivo su più direttrici e l’ipotesi di una guerra lunga, fatta di logoramento e progressiva usura delle risorse, resta lo scenario più probabile. In questo quadro, la strategia degli attacchi in profondità può essere letta anche come un tentativo ucraino di rompere l’equilibrio del conflitto e riportare l’iniziativa operativa dalla propria parte.

Le prossime settimane diranno se si tratta di una svolta reale o dell’ennesimo passaggio in una guerra che, a quasi tre anni dal suo inizio, non accenna a vedere una via d’uscita politica o militare chiara. Intanto, Zelensky conferma: Kiev non intende arretrare.

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