3 Luglio 2026, venerdì
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Bambini in ostaggio delle bande: ad Haiti +700% di minori arruolati

L’allarme dell’Unicef al Consiglio di Sicurezza: la crisi travolge l’infanzia, metà degli affiliati ai gruppi armati sono minorenni

La tragedia haitiana continua a consumarsi nel silenzio internazionale, e a pagarne il prezzo più alto sono i bambini. Nel corso di un dibattito pubblico al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la direttrice generale dell’Unicef, Catherine Russell, ha lanciato un appello che non lascia spazio a dubbi: l’infanzia ad Haiti è oggi intrappolata in una spirale di violenza senza precedenti.

Secondo i dati diffusi dall’agenzia Onu per l’infanzia, nel 2024 sono state verificate oltre duemila gravi violazioni dei diritti dei minori. Un bilancio drammatico, che segna un aumento di quasi il 500% rispetto all’anno precedente. E i primi mesi del 2025 non mostrano segnali di inversione: nel solo primo trimestre si registra un ulteriore incremento del 25% delle violazioni rispetto allo stesso periodo del 2024.

Il dato più sconvolgente riguarda il reclutamento forzato. Rispetto al 2023, i casi di arruolamento e utilizzo di minori da parte delle bande armate sono cresciuti di quasi il 700%. Un numero che restituisce la portata di una crisi in cui i ragazzi, spesso poco più che bambini, vengono trascinati nelle file dei gruppi criminali per combattere, uccidere o subire violenze indicibili. Parallelamente, si registra anche un aumento del 54% delle uccisioni e delle mutilazioni.

Le bande, che da anni dominano gran parte del territorio haitiano approfittando del vuoto istituzionale e della fragilità delle strutture statali, stanno trasformando l’infanzia in carne da cannone. Secondo le stime più recenti, i minorenni costituiscono ormai circa la metà dei membri dei gruppi armati attivi sull’isola.

Di fronte a questo scenario, l’Unicef ribadisce la necessità di un’azione immediata e coordinata da parte della comunità internazionale per proteggere i bambini e garantire assistenza alle famiglie. “I bambini ad Haiti non possono più aspettare”, ha ammonito Catherine Russell. La denuncia suona come un monito ma anche come una richiesta urgente: senza interventi concreti, il futuro di un’intera generazione rischia di essere inghiottito dalla violenza.

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