3 Luglio 2026, venerdì
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Pil in calo dello 0,1% nel secondo trimestre: l’Istat conferma

Battuta d’arresto dopo la crescita di inizio anno. Su base annua il segno resta positivo, ma le previsioni per i prossimi mesi restano incerte. L’Italia si muove in un contesto europeo di crescita debole.

L’Istat ha confermato i dati sul prodotto interno lordo relativi al secondo trimestre del 2025, certificando un rallentamento dell’economia italiana. Tra aprile e giugno il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è sceso dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Un arretramento lieve ma significativo, che interrompe la fase di crescita moderata osservata nei primi tre mesi dell’anno, quando l’aumento era stato pari allo 0,3%.

Il quadro, se letto in prospettiva annuale, appare timidamente meno cupo: rispetto al secondo trimestre del 2024, l’economia italiana segna infatti un incremento dello 0,4%. Si tratta di un dato che conferma una dinamica di timida crescita, anche se in progressivo rallentamento.

Secondo gli analisti, la frenata del secondo trimestre riflette in parte l’andamento altalenante della produzione industriale e la debolezza della domanda interna, mentre l’export continua a risentire delle tensioni geopolitiche e della frenata degli scambi globali. La conferma dei dati preliminari da parte dell’Istat, diffusi in prima battuta lo scorso 30 luglio, non rappresenta dunque una sorpresa, ma riporta al centro del dibattito il tema delle politiche economiche necessarie per consolidare la crescita.

Il rallentamento italiano si inserisce in un quadro europeo non dissimile. Nella zona euro, il ritmo dell’espansione resta modesto, con diversi Paesi alle prese con dinamiche simili: consumi deboli, investimenti frenati dall’incertezza e un’inflazione che, pur in calo, continua a incidere sul potere d’acquisto delle famiglie. La Banca centrale europea, pur avviando un graduale percorso di riduzione dei tassi, invita alla cautela e sottolinea come la ripresa resti fragile e disomogenea tra gli Stati membri.

Per l’Italia, le prospettive del terzo trimestre saranno decisive per valutare la possibilità di una ripresa del ritmo di crescita o, al contrario, di un consolidamento della fase di stagnazione. Molto dipenderà dall’andamento della domanda interna, dagli investimenti pubblici legati al Pnrr e dalla capacità delle imprese di cogliere le opportunità offerte dai mercati esteri.

In questo contesto, il governo si trova di fronte alla necessità di bilanciare le politiche di bilancio con gli obiettivi di sostegno all’economia. Il dato Istat, pur non allarmante in sé, conferma la fragilità della ripresa italiana e accende i riflettori sui prossimi mesi, che potrebbero rivelarsi decisivi per il raggiungimento delle stime di crescita dell’intero 2025.

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