2 Agosto 2026, domenica
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Ucraina, nuova pioggia di missili russi. Meloni: “Attacchi insensati, la Russia non crede nei negoziati”

Dura condanna della premier dopo i bombardamenti che hanno colpito Kiev e altre città ucraine causando vittime civili, tra cui bambini. La Casa Bianca: "Minacciata la pace". Il Cremlino rilancia: "Disponibili al dialogo, ma le operazioni proseguono".

Un nuovo attacco missilistico lanciato dalla Russia contro l’Ucraina riaccende la tensione e suscita reazioni dure da parte della comunità internazionale. L’azione, condotta con droni e missili su larga scala, ha colpito diverse città, tra cui Kiev, provocando numerose vittime civili, tra cui quattro bambini, e distruzioni diffuse anche in aree lontane dal fronte.

Il bilancio, ancora provvisorio, parla di morti, feriti e danni significativi a infrastrutture civili, abitazioni e servizi essenziali. Le sirene antiaeree sono risuonate in molte regioni del Paese, riportando l’Ucraina in uno degli scenari più duri delle ultime settimane.

A poche ore dagli eventi, è arrivata la presa di posizione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha condannato con fermezza l’azione militare russa, sottolineando l’inaccettabilità di attacchi contro obiettivi civili. “Gli intensi attacchi su Kiev dimostrano, ancora una volta, chi sta dalla parte della pace e chi invece non ha intenzione di credere in un percorso negoziale”, ha dichiarato in una nota ufficiale. “I nostri pensieri – ha aggiunto – vanno al popolo ucraino, ai civili e ai familiari delle vittime inermi, tra cui anche bambini, colpiti da questi insensati bombardamenti”.

Meloni ha ribadito il sostegno italiano all’Ucraina, inserendolo in una cornice che va oltre l’atto simbolico e si traduce nel sostegno politico, umanitario e militare che il governo ha già espresso in più occasioni sin dall’inizio del conflitto. Un impegno che, secondo Palazzo Chigi, continuerà anche nei prossimi mesi nell’ambito degli accordi multilaterali e bilaterali sottoscritti con Kiev.

Parole forti anche da parte degli Stati Uniti. La Casa Bianca ha condannato “gli attacchi atroci” che, si legge in una nota, “minacciano la pace che si sta cercando di costruire, compromettendo ogni sforzo di soluzione diplomatica”. Washington continua a monitorare l’evolversi della situazione e a sostenere, sul piano internazionale, la linea della fermezza verso Mosca.

Da parte russa, però, non arrivano segnali di de-escalation. Anzi. In una dichiarazione ufficiale, il Cremlino ha ribadito che la Federazione Russa “è interessata ai negoziati”, ma ha allo stesso tempo chiarito che “le operazioni militari continueranno fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati”. Un messaggio ambiguo che lascia poco spazio all’ottimismo diplomatico e che conferma lo stallo sostanziale nei tentativi di dialogo.

Il raid odierno conferma una tendenza ormai consolidata: il conflitto ha superato da tempo i confini del fronte militare tradizionale, colpendo in modo crescente infrastrutture civili, aree urbane, scuole, ospedali. Una strategia che da parte ucraina viene letta come una forma di pressione psicologica e destabilizzazione della società, e da parte occidentale come un ulteriore elemento di discredito internazionale nei confronti di Mosca.

Nel contesto di un conflitto che non accenna a rallentare, il messaggio di Meloni si inserisce nella linea di fermezza espressa dalle principali cancellerie europee, con un accento particolare sulla necessità di sostenere l’Ucraina anche sul piano della ricostruzione e della tenuta sociale, oltre che su quello militare.

A quasi due anni e mezzo dall’inizio dell’invasione russa, la prospettiva di una soluzione diplomatica appare ancora lontana. Le posizioni restano inconciliabili, i canali di comunicazione frammentari, e ogni nuovo attacco contribuisce a inasprire il clima e a rendere più difficile qualsiasi avanzamento concreto sul fronte negoziale.

La comunità internazionale, intanto, si interroga su come rafforzare la pressione su Mosca senza inasprire ulteriormente la crisi. Mentre sul terreno continuano a morire civili, e nelle dichiarazioni ufficiali si moltiplicano gli appelli alla responsabilità, si fa sempre più evidente la necessità di un’iniziativa diplomatica credibile, autorevole, capace di riportare il conflitto entro un orizzonte di trattativa.

Nel frattempo, l’Italia – come confermato da Meloni – continuerà a fare la sua parte, sostenendo Kiev sul piano politico e umanitario, e mantenendo alta l’attenzione sulle violazioni del diritto internazionale umanitario. Perché, ha concluso il premier, “non si può parlare di pace, se si colpiscono deliberatamente civili inermi”.

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