ROMA – “Con estrema chiarezza Meloni a Rimini ha messo i giudici tra gli obiettivi da colpire con la riforma Nordio e il premierato come meta delle riforme istituzionali”. Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico, sceglie toni durissimi per commentare l’intervento della presidente del Consiglio al Meeting di Comunione e Liberazione.
Sul palco di Rimini, davanti alla platea del movimento cattolico, Giorgia Meloni ha ribadito l’impegno del governo a proseguire con determinazione il percorso delle riforme istituzionali, indicando il premierato come approdo finale e criticando duramente l’operato della magistratura, accusata di interferenze nei confronti della politica. Un passaggio che ha immediatamente acceso la reazione delle opposizioni.
Per Serracchiani, quelle parole segnano un confine politico e istituzionale netto: “Ha piantato i paletti dello Stato autoritario attraverso la legittimazione del potere personale e la sottomissione dell’ordine giudiziario. Un programma che, in nome del mandato popolare, vuole stringere le briglie alla democrazia”.
Al centro della polemica due capitoli centrali dell’agenda del governo. Da un lato, la riforma della giustizia del ministro Carlo Nordio, che interviene su intercettazioni, separazione delle carriere e responsabilità dei magistrati; dall’altro, la revisione costituzionale per introdurre l’elezione diretta del presidente del Consiglio, il cosiddetto premierato. Due riforme che, secondo il Pd, non rafforzano le istituzioni ma rischiano di alterarne l’equilibrio, riducendo il ruolo della magistratura e concentrando troppo potere nelle mani dell’esecutivo.
“Bisogna unirsi per fermare questo progetto di dominio ideologico e antilibertario”, avverte Serracchiani, che invita le opposizioni a fare fronte comune. Una chiamata alla mobilitazione che intende estendersi oltre le aule parlamentari, coinvolgendo forze sociali, associazioni e cittadini.
La tensione politica, alimentata dal discorso della premier a Rimini, si innesta dunque su un terreno già fortemente divisivo: quello della giustizia e delle riforme istituzionali. Temi che nelle prossime settimane promettono di diventare il cuore del confronto politico e uno dei principali banchi di prova per la tenuta della maggioranza e per la capacità delle opposizioni di organizzare una risposta compatta.
