Marc Marquez continua a riscrivere la storia della MotoGP. Sul circuito ungherese di Balaton Park, teatro della quattordicesima tappa del Mondiale, il fuoriclasse di Cervera ha messo in scena l’ennesimo capolavoro della sua stagione, conquistando la decima vittoria in una gara lunga, la settima consecutiva, a coronamento di una supremazia sempre più schiacciante. Alle sue spalle chiudono un sorprendente Pedro Acosta su KTM e un combattivo Marco Bezzecchi, autore di una partenza brillante ma poi costretto ad alzare bandiera bianca di fronte al ritmo insostenibile dello spagnolo.
Nonostante la partenza dalla pole position, Marquez non ha avuto vita facile nei primi metri. Uno scatto non impeccabile, aggravato da un contatto con Bezzecchi alla prima curva, lo ha relegato momentaneamente in terza posizione. Davanti a tutti c’era proprio Bezzecchi, galvanizzato da una Aprilia finalmente competitiva, seguito dalla Ducati VR46 di Franco Morbidelli. Marquez, però, non ha perso la calma: ha ricostruito la sua gara con la lucidità del campione e la determinazione di chi sa di avere qualcosa in più.
Nel giro di sei tornate ha scavalcato Morbidelli con una manovra chirurgica, quindi si è messo sulle tracce di Bezzecchi. Il duello tra i due è durato diversi giri e ha infiammato il pubblico magiaro, alla sua prima esperienza mondiale sul rinnovato tracciato ungherese. Ma a sedici giri dal traguardo, Marquez ha piazzato l’affondo decisivo, superando l’italiano e aprendo il gas senza più voltarsi indietro.
Da quel momento in poi, la corsa si è trasformata in un assolo. Marquez ha inanellato giri veloci con la consueta precisione, sfruttando al meglio il potenziale della sua Ducati ufficiale e la gestione perfetta degli pneumatici. Il suo vantaggio ha superato i quattro secondi, mentre alle sue spalle si moltiplicavano le insidie: tra cadute, errori e ritiri, la gara ha perso per strada protagonisti di peso come Aldeguer (che occupava la quinta posizione prima di finire a terra), Alex Marquez e Bastianini, quest’ultimo scampato a una brutta caduta.
Alle spalle del leader, Acosta ha messo in mostra una prestazione di grande maturità. Il giovane talento della KTM ha saputo attendere il momento giusto per sferrare l’attacco decisivo su Bezzecchi, assicurandosi un secondo posto che vale oro per morale e classifica. Il riminese dell’Aprilia, dopo aver guidato la corsa nelle fasi iniziali, ha pagato lo sforzo nella seconda metà di gara ma ha comunque mantenuto il podio, precedendo Jorge Martin (quarto) e Luca Marini (quinto), entrambi autori di una gara solida.
Più indietro Morbidelli, scivolato fino alla sesta posizione dopo un avvio promettente, mentre Pol Espargaró e Brad Binder hanno chiuso rispettivamente settimo e ottavo. Solo nona posizione per Francesco Bagnaia, incappato in una domenica complicata. Il torinese della Ducati è stato costretto a rimontare dalla tredicesima casella della griglia, penalizzato da un errore nei primi giri e da un long lap penalty che ha compromesso ogni velleità di rimonta. Pecco ha lottato, ma il feeling con la moto è sembrato mancare sin dalle prime battute. Chiude la top ten Fabio Quartararo, ancora una volta lontano dalle posizioni che contano.
Con questo successo, Marquez raggiunge quota 455 punti in classifica generale, scavando un solco ormai difficilmente colmabile tra sé e gli inseguitori: 175 lunghezze di vantaggio sul fratello Alex (oggi 14°) e ben 227 su Bagnaia. Considerando anche le Sprint Race – in cui ha trionfato 13 volte su 14 – il bilancio parla chiaro: 23 vittorie su 28 appuntamenti stagionali. Numeri che fotografano non solo la superiorità tecnica del binomio Marquez-Ducati, ma anche la tenuta mentale di un campione tornato ai massimi livelli dopo anni difficili.
Il Mondiale 2025 potrebbe dunque già emettere i suoi verdetti in anticipo. Il prossimo appuntamento è a Misano, una pista amica per molti piloti italiani, ma che potrebbe trasformarsi nella passerella trionfale di un Marquez in versione monstre. Se la matematica ancora non sancisce il titolo, la logica e la pista sembrano averlo già fatto.
