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GIGNOD (AOSTA) – Si è conclusa con un sospiro di sollievo la scomparsa della sedicenne di Aosta che da venerdì notte aveva fatto perdere le proprie tracce. La ragazza è stata ritrovata nel pomeriggio di sabato in fondo a una scarpata nei pressi della Strada Statale 27 del Gran San Bernardo, non lontano da Gignod, piccolo comune della cintura urbana del capoluogo. A salvarla è stato il fiuto infallibile di “Teo”, uno dei cani da ricerca in forza al Corpo dei vigili del fuoco della Valle d’Aosta, impegnati in una vasta operazione coordinata dalla Centrale Unica del Soccorso.
Ore di apprensione e una denuncia immediata
La giovane era scomparsa dopo aver partecipato a una festa di paese nella zona di Gignod. Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri, si sarebbe allontanata volontariamente dopo una lite con alcuni coetanei. L’ultimo contatto con amici e familiari risale alle prime ore di sabato mattina, intorno alle 5.30, quando la ragazza avrebbe avuto una conversazione telefonica con un’amica e con il suo ragazzo. Poi, più nulla. I genitori, preoccupati per l’assenza e l’inattività del telefono cellulare, hanno presentato subito una denuncia di scomparsa, facendo scattare l’intervento delle forze dell’ordine.
Fondamentali le immagini delle telecamere
A dare una svolta alle ricerche sono state le immagini di videosorveglianza di una vicina stazione di servizio, che hanno ripreso il passaggio della giovane in direzione Aosta. È da lì che si sono concentrate le ricerche: in base alle informazioni raccolte dai carabinieri, la Centrale Unica del Soccorso ha attivato nel primo pomeriggio di sabato il Piano regionale per la ricerca delle persone scomparse, coinvolgendo anche la Protezione Civile.
Il ritrovamento: vigile e cosciente in fondo a una scarpata
La ragazza è stata localizzata nel tardo pomeriggio da una squadra di ricerca con il supporto dell’unità cinofila. È stato “Teo”, il cane dei vigili del fuoco, a segnalarne la presenza: si trovava in fondo a una scarpata, in un punto poco visibile dalla strada e difficilmente raggiungibile. Al momento del ritrovamento la ragazza era vigile, cosciente e in grado di rispondere alle domande dei soccorritori. I parametri vitali sono risultati stabili. Immediato il trasferimento in ambulanza all’ospedale Parini di Aosta, dove è stata ricoverata per accertamenti.
Indagini in corso, nessun segno di violenza
Le condizioni generali della sedicenne sono buone e non sono stati riscontrati segni evidenti di violenza. Tuttavia, le autorità hanno avviato gli accertamenti di rito per verificare l’eventuale presenza di traumi non visibili o altre criticità, nonché per chiarire le modalità con cui la ragazza sia finita in quella zona impervia. Al momento si ipotizza che possa essere scivolata oppure che si sia fermata volontariamente a riposare in un punto isolato, forse in stato confusionale.
La famiglia: ore d’angoscia, poi la speranza
I familiari, informati immediatamente del ritrovamento, si sono recati in ospedale dove hanno potuto riabbracciare la giovane. Hanno ringraziato le forze dell’ordine, i volontari e il personale sanitario per l’impegno profuso nelle ricerche. In particolare, è stato riconosciuto il contributo decisivo del cane Teo e del suo conduttore, che hanno permesso di localizzare la ragazza in un’area difficile da perlustrare a vista.
Un’operazione modello: la macchina dei soccorsi valdostana
La risposta delle autorità è stata tempestiva e ben coordinata: dal momento della denuncia, le forze dell’ordine hanno attivato tutti i protocolli previsti in casi di minori scomparsi, con l’impiego di risorse umane e tecniche, comprese le unità cinofile, i droni e i dispositivi di geolocalizzazione cellulare. Decisivo anche il lavoro di analisi delle celle telefoniche, che avevano agganciato il dispositivo della ragazza nella zona di Allein, offrendo un primo indizio sulla sua possibile direzione di marcia.
La riflessione: prevenzione e ascolto
Il caso, fortunatamente conclusosi senza conseguenze gravi, riapre tuttavia una riflessione più ampia sull’importanza della prevenzione, dell’ascolto e della sensibilizzazione nei confronti dei più giovani. Le fughe, anche temporanee, spesso nascono da situazioni emotive fragili, da conflitti relazionali o da difficoltà personali che possono sfuggire alla rete familiare e scolastica. Il supporto psicologico e la presenza di figure adulte di riferimento possono rivelarsi cruciali per evitare che un gesto impulsivo si trasformi in tragedia.
Intanto, a Gignod e in tutta la Valle d’Aosta, il lieto fine di questa vicenda è stato accolto con sollievo. E mentre la giovane riposa in ospedale circondata dall’affetto dei suoi cari, la comunità ringrazia chi, in poche ore e con grande professionalità, ha saputo trasformare un momento di paura in una storia di speranza.
