15 Febbraio 2026, domenica
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Sanità pubblica sotto pressione, il Pd accusa: “Il governo favorisce la privatizzazione, Schillaci si smarchi”

Nel pieno della crisi del Servizio sanitario nazionale, il Partito Democratico attacca l’esecutivo e chiama in causa il ministro della Salute: “Copre un progetto politico che mina le fondamenta della sanità pubblica”. Polemiche sulla composizione della commissione vaccini e sullo stato del sistema.

La sanità pubblica italiana si trova al centro di uno scontro politico sempre più acceso. A poche settimane dalla ripresa dei lavori parlamentari, il Partito Democratico apre il fuoco contro il governo Meloni e lo fa con un attacco frontale che coinvolge direttamente il ministro della Salute Orazio Schillaci, accusato di prestare il proprio nome e la propria autorevolezza a un progetto che, secondo l’opposizione, punta a smantellare progressivamente il Servizio sanitario nazionale (SSN).

A sollevare il caso è Alfredo D’Attorre, membro della segreteria nazionale del Pd, che in una nota definisce senza mezzi termini il comportamento del ministro “un problema di dignità politica e personale”. “Una larga parte della destra – afferma D’Attorre – non nasconde neppure più il fastidio nei confronti di Schillaci, reo di aver ascoltato la comunità scientifica e revocato una commissione da lui stesso nominata, correggendo un clamoroso errore”.

Ma la polemica non si limita a una disputa interna alla maggioranza. D’Attorre va al cuore della questione: “La delegittimazione di Schillaci nasce dalle scelte di fondo di un governo che non crede nella sanità pubblica. Da tre anni si asseconda una privatizzazione silenziosa del sistema sanitario. Ora Schillaci decida se continuare a coprire con la sua storia accademica una maggioranza che usa sanità e scienza solo come strumenti di propaganda, o se aprire finalmente una battaglia a viso aperto per la difesa del sistema pubblico”.

Bonafoni: “Minimi storici nella spesa sanitaria, mentre si difendono i no-vax”

A rincarare la dose è Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del Pd e responsabile Terzo Settore e Associazionismo. Nella sua nota, la dirigente dem denuncia il quadro emergenziale del SSN con toni severi: “Mentre alcuni esponenti della maggioranza sono impegnati a difendere figure prive di requisiti scientifici e di orientamento no-vax all’interno della commissione consultiva sulle vaccinazioni, la spesa sanitaria pubblica è crollata al livello più basso degli ultimi 15 anni in rapporto al Pil”.

La situazione sul campo è, secondo Bonafoni, insostenibile: “Le liste d’attesa si allungano, i pronto soccorso sono al collasso, il personale è insufficiente e stremato, mentre le Case della comunità, pensate come nuovo presidio di sanità territoriale, rischiano di restare scatole vuote. I cittadini sono sempre più costretti a rivolgersi al privato, generando una sanità a due velocità, che accentua le diseguaglianze tra chi può curarsi e chi no”.

Bonafoni conclude con un appello alla chiarezza: “Il governo deve dire ora, alla vigilia della legge di bilancio, quali risorse intende davvero stanziare per la sanità pubblica e per il personale sanitario. Le promesse non bastano più”.

Sereni: “Il SSN è a rischio collasso. Prevenzione, diagnosi e cura diventano ostacoli”

A dare corpo all’offensiva del Pd interviene anche Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità nella segreteria nazionale. “È a dir poco singolare – scrive – che mentre il Servizio sanitario nazionale rischia il collasso, il centrodestra al governo sia più interessato a difendere chi non possiede alcun requisito scientifico ma occupa spazi decisionali nella commissione vaccini”.

Sereni fornisce una fotografia precisa del degrado del sistema: “Le liste d’attesa si allungano, i pronto soccorso esplodono, mancano medici, infermieri, operatori sanitari e sociosanitari, sia negli ospedali che nei servizi territoriali. La prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione sono diventati un percorso a ostacoli. Sempre più italiani si vedono costretti a pagare di tasca propria o a rinunciare del tutto alle cure”.

L’ex viceministra degli Esteri conclude con un avvertimento: “Il governo sarà chiamato presto alla prova dei fatti. La propaganda non basterà più. Dovranno dire chiaramente quante risorse intendono investire nel SSN e nei professionisti che ci lavorano. Finora, l’unico dato certo è il crollo della spesa sanitaria pubblica, riportata al livello più basso da oltre quindici anni”.

Uno scontro di visione sulla sanità pubblica

Le dichiarazioni del Partito Democratico si inseriscono in un contesto in cui il tema della sanità torna centrale nel dibattito pubblico, tra effetti ancora visibili della pandemia, difficoltà croniche del sistema pubblico, e un’attenzione crescente verso il ruolo dei privati nella gestione della salute.

La questione politica della commissione vaccini – su cui il ministro Schillaci è intervenuto revocando alcune nomine non ritenute adeguate – è diventata il simbolo di una frattura più ampia: quella tra scienza e ideologia, tra una visione universalistica del diritto alla salute e una gestione selettiva, basata su logiche di mercato o appartenenza politica.

Il Pd, in vista dell’autunno e della nuova manovra economica, annuncia di voler portare la battaglia sulla sanità al centro del confronto parlamentare e dell’agenda pubblica. Il governo, finora, ha difeso la propria linea affermando di aver già incrementato i fondi per il SSN nei precedenti esercizi di bilancio, ma le opposizioni chiedono ora numeri, misure e tempi certi, non più annunci.

Nel frattempo, l’opinione pubblica osserva con crescente inquietudine il deteriorarsi delle condizioni nei presidi pubblici. Le richieste di intervento si moltiplicano. E il nodo resta uno solo: il futuro della sanità pubblica italiana.

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