Nel cuore del Giambellino, storico quartiere popolare di Milano, agosto non porta solo caldo e strade semivuote. Qui, mentre la città rallenta e molti partono per le ferie, c’è chi sceglie di restare. Non per nostalgia della propria casa o per amore della tranquillità estiva, ma per una ragione molto più concreta: sorvegliare i palazzi e impedire nuove occupazioni abusive.
Sono le cosiddette “vedette del Giambellino”: donne e uomini che, in gran parte pensionati o residenti di lunga data, si organizzano in veri e propri turni di guardia. “Se andiamo tutti in vacanza, al ritorno rischiamo di non trovare più la casa”, spiegano, raccontando la necessità di presidiare gli stabili di edilizia residenziale pubblica. È un impegno che si ripete ogni estate e che molti, con un misto di ironia e determinazione, paragonano a un “servizio d’ordine” autogestito.
La scena è quella di cortili popolari dove i cancelli restano sotto osservazione, le scale vengono presidiate e i movimenti di estranei vengono immediatamente segnalati. Una presenza silenziosa ma costante, che nel tempo si è trasformata in una forma di resistenza civile. Non ci sono uniformi né organizzazioni ufficiali, ma un sistema di vigilanza spontaneo che sostituisce le vacanze con la responsabilità verso la propria comunità.
Il fenomeno nasce dall’esperienza concreta dei residenti, che in passato hanno visto interi appartamenti sfitti trasformarsi in obiettivi facili per chi cerca un alloggio irregolare. “Non si tratta di egoismo – spiegano alcuni inquilini – ma di difendere quello che è nostro e che ci è stato assegnato regolarmente, dopo anni di attesa nelle graduatorie”.
Così, tra chi controlla dalle finestre, chi si ferma nel cortile a chiacchierare tenendo gli occhi aperti e chi rinuncia a qualche giorno di mare per presidiare l’androne, il Giambellino si trasforma in un laboratorio di autogestione quotidiana. Una forma di sicurezza informale che, in assenza di presidi costanti da parte delle istituzioni, diventa la risposta concreta di un quartiere che non intende arrendersi.
