CAGLIARI – La Sardegna piange una seconda vittima del botulino. Valeria Sollai, 62 anni, è morta nella notte al Policlinico di Monserrato, dove era ricoverata da settimane nel reparto di Rianimazione. La donna, originaria dell’hinterland cagliaritano, aveva partecipato a fine luglio alla Fiesta Latina organizzata a Monserrato, nell’area metropolitana del capoluogo. In quell’occasione aveva consumato alcune pietanze a base di guacamole che si sono poi rivelate contaminate dal batterio letale.
Il suo calvario era iniziato subito dopo il ricovero, con un quadro clinico rapidamente peggiorato e reso critico dalle gravi complicanze neurologiche tipiche dell’intossicazione botulinica. Nonostante gli sforzi dei medici e le cure intensive, il suo organismo non ha retto. La morte di Valeria Sollai segue di poche settimane quella di Roberta Pitzalis, 36 anni, anch’essa intossicata nello stesso evento e deceduta l’8 agosto, sempre nello stesso ospedale.
Il caso, che ha scosso profondamente la comunità locale, ha assunto rilevanza giudiziaria fin dalle prime ore. Sotto inchiesta c’è il titolare del chiosco che aveva servito i prodotti contaminati, Christian Gustavo Vincenti. La sua posizione, già delicata dopo la prima morte, si aggrava ulteriormente ora che la procura di Cagliari si trova a indagare su un secondo decesso. L’accusa ipotizzata è quella di omicidio colposo plurimo.
Le indagini, coordinate dalla magistratura e condotte dai carabinieri del Nas, puntano a chiarire l’origine della contaminazione e a ricostruire con precisione la catena di responsabilità. Già nelle settimane scorse erano stati effettuati sequestri e campionamenti sui prodotti, mentre i referti sanitari delle vittime hanno confermato la diagnosi di botulismo, una delle più gravi tossinfezioni alimentari, rara ma potenzialmente letale.
La tragedia di Monserrato ha acceso i riflettori sui rischi legati alla conservazione e manipolazione degli alimenti in contesti di grande affluenza, come le fiere e le manifestazioni gastronomiche. Gli esperti ricordano che il batterio del botulino può svilupparsi in assenza di ossigeno, soprattutto in conserve vegetali preparate senza adeguati controlli, e che bastano piccole quantità della tossina per provocare paralisi e, nei casi più gravi, la morte.
Intanto, la comunità sarda resta sgomenta di fronte a un bilancio che si aggrava di ora in ora. Le due vittime, unite da un destino tragicamente comune, rappresentano per molti il monito di quanto possa rivelarsi pericoloso un gesto semplice e quotidiano come mangiare insieme in una festa di paese. Ora spetterà alla magistratura stabilire se dietro questa vicenda vi siano state leggerezze o responsabilità che potevano essere evitate.
