16 Agosto 2026, domenica
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L’ultimo applauso a Pippo Baudo: la camera ardente al Teatro delle Vittorie

Il feretro del grande conduttore accoglie amici, colleghi e pubblico nello storico studio romano dove nacquero i suoi successi. Mercoledì l’addio definitivo a Militello, in Sicilia, sua terra d’origine.

ROMA – È il Teatro delle Vittorie, simbolo della grande televisione italiana, a ospitare l’ultimo atto pubblico di un protagonista assoluto dello spettacolo: Pippo Baudo, scomparso sabato sera all’età di 89 anni, torna per l’ultima volta nel luogo dove ha scritto alcune delle pagine più iconiche della storia del piccolo schermo. Qui, tra le quinte e i riflettori che furono la sua seconda casa, è stata allestita la camera ardente, aperta oggi fino alle 20 e domani dalle 9 alle 12.

Il feretro è stato collocato sul fondo del palco, davanti a un sipario rosso, lo stesso colore che per decenni ha scandito l’inizio delle sue trasmissioni. Ad avvolgerlo, rose rosse: un omaggio sobrio ma potente a un uomo che con eleganza, energia e professionalità ha attraversato sei decenni di televisione, trasformandola, interpretandola, costruendola.

Su uno schermo televisivo all’interno della sala scorrono le immagini della sua lunghissima carriera: il debutto, le dirette storiche, i Festival di Sanremo, i varietà del sabato sera, le interviste, gli applausi. Una narrazione visiva che accompagna i visitatori fin dall’ingresso, in un flusso di emozioni e memoria collettiva.

Tra i primi ad arrivare per rendergli omaggio, il vicepremier Antonio Tajani, seguito da colleghi, artisti e amici di una vita. Katia Ricciarelli, ex moglie e soprano di fama internazionale, ha fatto il suo ingresso tenendosi sottobraccio a Mara Venier: due donne che con Baudo hanno condiviso momenti privati e pubblici, nel segno dell’affetto e della stima.

Il Teatro delle Vittorie non è stato scelto a caso: è qui che Pippo Baudo ha firmato alcuni dei suoi maggiori successi, da Domenica In a Fantastico, portando in scena un modo di fare televisione che ha segnato intere generazioni. Tra le poltrone rosse e le luci calde dello studio, riecheggia oggi un silenzio commosso, rotto soltanto dai passi lenti di chi si avvicina al feretro per un ultimo saluto.

La cerimonia funebre si terrà mercoledì a Militello in Val di Catania, nella Chiesa di Santa Maria della Stella, luogo caro al conduttore e simbolo del suo legame indissolubile con la Sicilia, la terra natia che non ha mai dimenticato. Un ritorno alle origini per l’ultimo atto terreno di un uomo che si è sempre definito “popolare”, senza mai smettere di cercare la qualità, il racconto, l’eccellenza.

La scomparsa di Pippo Baudo lascia un vuoto profondo, non solo nel mondo della televisione ma nel tessuto stesso della cultura popolare italiana. Con lui se ne va un pezzo di storia, un artigiano della parola, un professionista che ha attraversato i decenni senza perdere autorevolezza, reinventandosi ogni volta, sempre con la stessa passione.

L’Italia lo saluta oggi con gratitudine e rispetto, tra lacrime e ricordi. Ma anche con la certezza che la sua eredità – fatta di talento, rigore e amore per il pubblico – continuerà a vivere nei programmi che ha inventato, nei talenti che ha lanciato, nei sorrisi che ha regalato. Addio, Pippo.

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