QUITO – Un’altra giornata di sangue scuote l’Ecuador. Sette persone sono state uccise a colpi d’arma da fuoco nella mattinata di domenica all’interno di una sala da biliardo nella provincia nordoccidentale di Santo Domingo de los Tsáchilas, uno dei territori più martoriati dalla crescente violenza criminale che sta travolgendo il Paese.
Secondo quanto riportato dai media locali, un commando armato, composto da diversi individui incappucciati e vestiti interamente di nero, ha fatto irruzione nel locale e ha aperto il fuoco contro i presenti, lasciando a terra sette corpi. Tra le vittime ci sarebbe anche un agente di polizia in pensione e, secondo fonti investigative, un presunto capo di una banda criminale noto con il soprannome di “Rasta”.
Un video dell’assalto, girato da una telecamera di sorveglianza e subito diventato virale sui social, mostra l’arrivo del gruppo armato sul posto: movimenti rapidi, esecuzione fulminea, nessuna esitazione. Un’azione pianificata, in pieno stile militare, che alimenta i sospetti su un regolamento di conti tra gruppi rivali, forse all’interno della stessa rete di narco-criminalità che ha messo radici profonde nella regione.
La polizia locale non ha ancora effettuato arresti, ma le immagini diffuse in rete stanno aiutando gli inquirenti a ricostruire le fasi dell’attacco e a identificare i possibili responsabili. L’area intorno alla sala da biliardo è stata immediatamente isolata dalle forze dell’ordine, che hanno avviato i rilievi sulla scena del crimine.
La provincia di Santo Domingo, situata tra la costa e le Ande, è uno snodo strategico per il traffico di droga e la logistica criminale. Negli ultimi anni si è trasformata in un crocevia di violenza, dove bande armate si contendono il controllo del territorio a suon di omicidi, intimidazioni e sparatorie a cielo aperto.
L’Ecuador, un tempo considerato uno dei Paesi più stabili della regione, vive oggi una profonda crisi di sicurezza. Le carceri sono teatro di rivolte sanguinose, le città soffocate da omicidi quotidiani e lo Stato, nonostante gli sforzi, fatica a riprendere il controllo. Il presidente Daniel Noboa, in carica da meno di un anno, ha dichiarato lo stato di emergenza in diverse aree del Paese e ha lanciato una serie di operazioni militari contro le gang, ma i risultati – almeno finora – appaiono insufficienti a fermare l’ondata di violenza.
La strage nella sala da biliardo di Santo Domingo è l’ennesimo colpo al cuore di una società che sta lentamente scivolando verso un’escalation di brutalità. La presenza tra le vittime di un ex agente di polizia e di un presunto capo banda rafforza l’ipotesi che l’attacco sia stato un colpo mirato, un’esecuzione a sangue freddo inserita in una più ampia strategia criminale.
Intanto, la popolazione locale vive nell’angoscia. I luoghi di svago si trasformano in trappole mortali e la normalità quotidiana viene travolta dalla paura. In Ecuador, ormai, anche una partita a biliardo può finire in tragedia.
