ROMA – Si spegne un’epoca della televisione italiana. Pippo Baudo, il “Signore della tv”, è morto sabato 16 agosto a Roma, all’età di 89 anni, nel Campus Biomedico dove era ricoverato da alcuni giorni. Accanto a lui, fino all’ultimo, gli affetti più cari. A darne conferma, il suo storico avvocato e amico fraterno, Giorgio Assumma.
Il primo momento di raccoglimento si è svolto ieri, domenica 17 agosto, nello stesso ospedale romano, con una camera ardente riservata esclusivamente a familiari e amici stretti. Lunedì 18 agosto sarà invece allestita una camera ardente aperta al pubblico, sempre nella Capitale, per consentire a colleghi, istituzioni e soprattutto ai tanti italiani cresciuti con la sua televisione di rendergli omaggio. Poi il viaggio verso la sua Sicilia: Militello in Val di Catania, il paese natale a cui Baudo è rimasto legato per tutta la vita, dove mercoledì 20 agosto alle ore 16, nel Santuario della Madonna della Stella, verranno celebrati i funerali.
«Siamo sempre stati orgogliosi di essere il paese di Pippo Baudo, oggi il dolore è grande», ha dichiarato il sindaco di Militello, Giovanni Burtone, annunciando per quel giorno il lutto cittadino.
Con la scomparsa di Pippo Baudo, l’Italia perde il suo conduttore più iconico: una carriera lunga oltre sessant’anni, scandita da tredici Festival di Sanremo e da programmi entrati nella memoria collettiva, da Canzonissima a Domenica in, da Fantastico a Novecento. Con il suo stile inconfondibile, capace di unire professionalità, ironia e una straordinaria padronanza del palcoscenico, Baudo ha accompagnato intere generazioni, diventando un volto familiare nelle case del Paese.
Mercoledì, a Militello, non sarà soltanto una comunità a stringersi intorno al feretro del “Pippo nazionale”, ma un’intera nazione che riconosce in lui il simbolo di un’epoca irripetibile della televisione italiana.
