28 Luglio 2026, martedì
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Urbanistica, svolta nell’inchiesta su Milano: revocati i domiciliari per l’ex assessore Tancredi

Corruzione, ma “più lieve”: revocati i domiciliari per l’ex assessore Tancredi Misure attenuate anche per Marinoni e Pella. Cade l'accusa più grave. Si attende l’udienza su Catella il 20 agosto. La Procura parla ancora di un "sistema deviato".

MILANO – Svolta significativa nell’inchiesta della Procura di Milano che ha scosso i vertici della pianificazione urbanistica cittadina. I giudici del Tribunale del Riesame hanno infatti revocato gli arresti domiciliari per l’ex assessore comunale all’Urbanistica, Giancarlo Tancredi, e per altri due indagati di primo piano: Giuseppe Marinoni, presidente della Commissione Paesaggio del Comune di Milano, e Federico Pella, ex manager della società di consulenza J+S.

Una decisione che arriva dopo la riqualificazione giuridica del reato imputato all’ex assessore: non più corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio – una delle forme più gravi previste dal Codice penale – ma corruzione per l’esercizio della funzione, fattispecie meno grave che configura un comportamento di disponibilità verso interessi privati, senza però la prova di un atto amministrativo specificamente “compravenduto”.

Il collegio ha quindi disposto per Tancredi la sospensione per un anno dai pubblici uffici e il divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione. Nessuna custodia cautelare in carcere o ai domiciliari: l’ex assessore torna libero, ma interdetto dalle attività pubbliche.

Stop agli arresti anche per Marinoni e Pella

Identica la sorte per Giuseppe Marinoni, figura chiave dell’indagine secondo l’accusa, che lo considera parte centrale di quello che definisce un “sistema edilizio e urbanistico deviato“. Per Marinoni, oltre al divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, i giudici hanno disposto anche l’interdizione temporanea dall’esercizio della professione di architetto, nonché il divieto di assumere ruoli direttivi in società o imprese private.

Revocati i domiciliari anche per Federico Pella, già manager di J+S, coinvolto nel medesimo filone investigativo e sottoposto alla medesima riqualificazione del reato. Anche per lui, le misure interdittive dureranno dodici mesi.

Occhi puntati su Catella: l’udienza il 20 agosto

Resta ora da attendere il giudizio del Riesame sulla posizione di Manfredi Catella, fondatore e amministratore delegato di Coima, uno dei principali gruppi immobiliari italiani. Il manager è indagato per la presunta corruzione di Alessandro Scandurra, ex membro della Commissione Paesaggio.

Scandurra, proprio due giorni fa, è stato completamente liberato da ogni misura cautelare. Le motivazioni della decisione del Riesame verranno depositate tra 43 giorni, ma la revoca degli arresti fa pensare a una linea di valutazione più prudente rispetto all’impianto accusatorio iniziale.

La Procura non molla: “Sistema deviato”

Nonostante le attenuazioni cautelari decise dal Riesame, la Procura di Milano non arretra e continua a parlare di una rete strutturata, che avrebbe inciso profondamente sulla trasparenza e correttezza dei procedimenti urbanistici milanesi. Un sistema relazionale opaco in cui, secondo l’accusa, soggetti pubblici e privati si sarebbero reciprocamente favoriti in violazione dei principi di imparzialità e concorrenza.

Il fascicolo, coordinato dai pm Luca Poniz e Luisa Baima Bollone, resta aperto e in evoluzione, con altri nomi sotto la lente. Ma la revisione dei reati e l’attenuazione delle misure cautelari potrebbe segnare una fase di raffreddamento nell’inchiesta, almeno sul piano delle misure urgenti.

Il terremoto giudiziario che ha coinvolto l’urbanistica milanese nei mesi scorsi comincia ora a delineare i suoi contorni reali. Le accuse più gravi vengono ridimensionate, ma l’ipotesi di un sistema opaco resta viva. La città attende chiarezza, e gli sviluppi delle prossime settimane – a partire dall’udienza su Catella – saranno decisivi per capire la reale portata di questo scandalo che ha lambito i palazzi del potere urbano.

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