29 Giugno 2026, lunedì
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Catturato a Barcellona latitante pontino: sospettato di narcotraffico internazionale e legami con i clan romani

Individuato in una clinica odontoiatrica il 42enne inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi del Ministero dell’Interno. L’operazione dei Carabinieri di Latina, in sinergia con Guardia Civil, Eurojust e Interpol, chiude una lunga caccia internazionale.

È terminata in Spagna, nel cuore di Barcellona, la latitanza di un uomo di 42 anni, nato e residente nella provincia di Latina, da tempo ricercato dalle autorità italiane per gravi reati connessi al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’uomo, destinatario dal novembre 2023 di un provvedimento restrittivo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma, è stato localizzato all’interno di una clinica odontoiatrica della città catalana, dove si era rifugiato sotto falsa identità. La sua figura era considerata di rilievo nella geografia criminale del narcotraffico laziale, tanto da essere stato inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi stilato dal Ministero dell’Interno.

L’operazione che ha condotto alla sua cattura è frutto di un’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Latina, in collaborazione con la Unidad Central Operativa della Guardia Civil spagnola, in particolare con l’Al Equipo de Huidos de la Justicia, il nucleo specializzato nella localizzazione dei ricercati. Fondamentale si è rivelata anche la cooperazione giudiziaria internazionale, con il supporto di Eurojust e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, che hanno garantito un efficace coordinamento tra le autorità dei due Paesi.

L’inchiesta, tuttora nella fase delle indagini preliminari, aveva già delineato un quadro indiziario significativo nei confronti del latitante. Gli inquirenti lo ritengono parte attiva di un articolato sistema di narcotraffico con base nel comune di Fondi, nel sud pontino, ma con ramificazioni estese fino alla capitale, dove avrebbe intessuto rapporti operativi con cartelli criminali attivi sul territorio romano. La sua figura emerge all’interno di un contesto investigativo che evidenzia come l’area del basso Lazio sia divenuta negli ultimi anni crocevia strategico per i traffici illeciti, in particolare per la movimentazione di cocaina e hashish destinati al mercato romano.

La localizzazione del ricercato è avvenuta anche grazie a sofisticate tecniche di analisi dei flussi digitali — il cosiddetto “web patrolling” — e all’attenta ricostruzione dei suoi circuiti relazionali, una strategia investigativa sempre più centrale nelle attività di contrasto alla criminalità organizzata. L’arresto, oltre a rappresentare un importante successo operativo, dimostra l’efficacia della sinergia tra forze dell’ordine italiane e spagnole, e conferma la crescente rilevanza della cooperazione internazionale nel contrasto al crimine transnazionale.

Va tuttavia ricordato che il procedimento penale si trova ancora nella fase iniziale delle indagini e, come stabilito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, la persona arrestata deve considerarsi non colpevole fino a sentenza definitiva.

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