27 Luglio 2026, lunedì
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Metro 2 Torino-Orbassano: la battaglia per la progettazione esecutiva

La senatrice Elisa Pirro (M5S) chiede con forza l’inclusione del tratto Orbassano nel futuro della Linea 2 della metropolitana torinese. Un'infrastruttura strategica per l’area metropolitana, ancora in bilico per assenza di fondi progettuali.

ROMA – La seconda linea della metropolitana di Torino è una delle opere infrastrutturali più attese e complesse del Nord-Ovest. Un asse sotterraneo che promette di cambiare radicalmente la mobilità dell’area metropolitana, razionalizzando i flussi quotidiani e alleggerendo la pressione del traffico privato. Eppure, nonostante l’importanza strategica del progetto, l’infrastruttura rischia di nascere già monca. Il tratto finale verso sud, quello che dovrebbe estendere la linea fino a Orbassano attraversando Beinasco e toccando Rivalta, è infatti privo della necessaria progettazione esecutiva.

Un nodo che la senatrice Elisa Pirro (Movimento 5 Stelle) ha portato all’attenzione del Parlamento, presentando un emendamento al Decreto Economia 2025 per sollecitare il finanziamento del progetto definitivo del prolungamento sud. «L’emendamento non è stato approvato, ma non intendo fermarmi – ha dichiarato –. Lo ripresenterò in ogni provvedimento utile. Senza la progettazione esecutiva del tratto fino a Orbassano, l’opera rischia di rimanere sulla carta».

Un’opera a tre gambe

La Linea 2 è concepita come un sistema integrato di tre sezioni: il tratto centrale da 16 km, il prolungamento nord fino a San Mauro attraverso Pescarito, e infine il tratto sud, lungo circa 6 km, che collegherebbe la zona di Mirafiori a Orbassano. Quest’ultimo, sebbene più breve, riveste un ruolo cruciale. Attraversa infatti alcuni dei poli residenziali e industriali più importanti della cintura torinese sud-occidentale.

In totale, la nuova metropolitana dovrebbe coprire 27 chilometri e 32 stazioni, offrendo una dorsale di trasporto moderno e sostenibile in grado di alleggerire la pressione sulla viabilità urbana e sulla rete ferroviaria metropolitana. Il progetto, per il tratto centrale, è già inserito nei piani strategici del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e ha ottenuto coperture parziali grazie a fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tuttavia, le tratte di prolungamento – in particolare quella sud – restano in sospeso.

Orbassano e la cintura sud: una questione di equità territoriale

Il tema sollevato dalla senatrice Pirro è tanto tecnico quanto politico. Il rischio, evidenziato nel suo intervento, è che la mancata progettazione definitiva precluda la possibilità di inserire il tratto nel cronoprogramma nazionale delle opere pubbliche. «Parliamo di un’area densamente abitata, con alti livelli di pendolarismo e con una rete viaria spesso congestionata – spiega Pirro –. Non possiamo pensare a una metropolitana che si fermi ai margini della città, lasciando fuori comuni come Orbassano, Beinasco, Rivalta. Sarebbe un errore strategico e una scelta iniqua».

Non è solo una questione di trasporto, ma di visione urbana. L’area sud-ovest di Torino rappresenta da anni un crocevia industriale e sanitario (grazie alla presenza dell’Ospedale San Luigi), ma è anche un’area soggetta a forte pressione abitativa e urbanistica. La mancanza di connessioni dirette con il centro cittadino tramite trasporto pubblico su ferro contribuisce a disincentivare l’uso dei mezzi sostenibili, vanificando gli sforzi ambientali promossi a livello europeo.

Il paradosso dei fondi e l’urgenza politica

Al cuore della questione c’è un paradosso tipico dell’amministrazione pubblica: senza progettazione esecutiva non si possono sbloccare i fondi per la realizzazione. Ma senza fondi per progettare, la tratta resta esclusa dal dibattito programmatico. Un vicolo cieco burocratico che rischia di tagliare fuori interi territori dai benefici della modernizzazione infrastrutturale.

«In Italia abbiamo spesso commesso l’errore di pianificare a metà – sottolinea ancora Pirro –. È il momento di superare la logica delle opere a tratti, dei progetti che partono in modo parziale per poi rimanere in sospeso per decenni. Vogliamo un progetto completo, integrato, e che guardi alle esigenze di tutta l’area metropolitana».

Una sfida che riguarda Torino, ma parla a tutto il Paese

La questione della Metro 2 di Torino è un banco di prova per l’intero sistema paese. Perché non riguarda solo il trasporto di una città, ma il modo in cui l’Italia costruisce e finanzia le sue infrastrutture strategiche. Siamo in un’epoca in cui la mobilità sostenibile è al centro delle politiche europee, e dove l’interconnessione tra aree urbane e suburbane è essenziale per garantire competitività economica, qualità della vita, coesione territoriale.

L’appello della senatrice Pirro si inserisce dunque in un dibattito più ampio: quello sulla capacità dello Stato di accompagnare le comunità locali in un processo di modernizzazione coerente, senza lasciare indietro territori solo perché meno visibili o politicamente marginali.

Il tempo per rimediare c’è ancora, ma le finestre si restringono. L’auspicio è che il tema venga affrontato non più come una battaglia di parte, ma come una priorità condivisa: una metropolitana che davvero colleghi, fisicamente e simbolicamente, tutte le anime di una città in trasformazione.

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