27 Luglio 2026, lunedì
HomeSportORO AZZURRO NEI TUFFI: PELLACANI E SANTORO FIRMANO L’IMPRESA A SINGAPORE

ORO AZZURRO NEI TUFFI: PELLACANI E SANTORO FIRMANO L’IMPRESA A SINGAPORE

L'Italia conquista lo storico titolo mondiale nel sincro misto da tre metri, superando Australia e Cina. La coppia romana entra nella leggenda dei tuffi internazionali con una prestazione impeccabile.

Di fronte al trampolino da tre metri del World Aquatics Championships di Singapore, la giovanissima coppia italiana composta da Chiara Pellacani e Matteo Santoro ha scritto una delle pagine più entusiasmanti della storia recente dei tuffi azzurri. Con una prova di straordinaria solidità tecnica e di grande maturità mentale, i due atleti romani si sono imposti nella finale del sincro misto 3 metri, conquistando la medaglia d’oro con il punteggio di 308.13. Dietro di loro, battuti in un serrato duello fino all’ultimo tuffo, si sono classificati gli australiani Maddison Keeney e Cassiel Rousseau (307.26) e i cinesi Li Yajle e Cheng Zilong (305.70), favoriti della vigilia.

Un crescendo di tecnica e sangue freddo

Il cammino verso la vetta mondiale non è stato lineare, ma si è sviluppato attraverso una progressione inarrestabile. Dopo un avvio solido ma non esaltante – un capofitto indietro che è valso loro 45.60 punti e la quinta posizione parziale – gli azzurri hanno cominciato a scalare la classifica già con il secondo tuffo obbligatorio (48.60), salendo al secondo posto, subito alle spalle della Cina.

Ma è stato con i tuffi liberi che Pellacani e Santoro hanno mostrato il meglio del loro repertorio. Il doppio e mezzo avanti con avvitamento carpiato ha rappresentato la svolta della gara: un’esecuzione pressoché perfetta da 163.50 punti, mentre l’Australia, apparsa fallosa, perdeva terreno prezioso. Da quel momento in poi, la corsa all’oro si è fatta concreta.

Nel quarto turno, un triplo e mezzo avanti sincronizzato da manuale (75.33) ha permesso ai due italiani di superare anche la Cina e salire al primo posto. A quel punto, la tensione era massima. All’ultimo tuffo, serviva un’esecuzione priva di sbavature: Pellacani e Santoro non hanno tremato e hanno completato l’opera con una chiusura precisa, respingendo l’assalto australiano e difendendo la vetta del podio con lucidità e classe.

Un successo che pesa, anche oltre il medagliere

L’oro di Singapore ha un valore che va ben oltre il prestigio del titolo iridato. È il sigillo di una generazione che sta cambiando il volto dei tuffi italiani e che dimostra come talento, preparazione e spirito di squadra possano confluire in risultati concreti anche al massimo livello. Lo ha sottolineato con forza Oscar Bertone, direttore tecnico della nazionale di tuffi, che non ha nascosto un certo disappunto per alcune valutazioni della giuria, ritenute forse troppo indulgenti verso i cinesi. Ma ha anche celebrato con soddisfazione la maturità mostrata in gara dai suoi atleti:

“Hanno provato a portarci via questa medaglia. La giuria non mi è piaciuta per come ha valutato i cinesi, e gli australiani potevano superarci con un tuffo più difficile. Ma Chiara e Matteo sono andati in gara senza pressioni, consapevoli di poter salire sul podio, e questa volta hanno centrato l’oro. Matteo ha fatto grandi sacrifici quest’anno per via della maturità, ma ha risposto presente quando gli è stato chiesto di intensificare gli allenamenti. I successi arrivano solo se c’è un lavoro di squadra, dai tecnici allo staff”.

Il futuro è adesso

Pellacani e Santoro non sono soltanto due giovani promesse del panorama internazionale, ma rappresentano ormai una solida realtà. La loro intesa, costruita con pazienza negli anni e cementata da una profonda amicizia, si è rivelata determinante. Le parole dei protagonisti, cariche di emozione e consapevolezza, restituiscono tutta la portata del momento.

“Non ho parole per descrivere questo momento – ha detto Chiara Pellacani – vincere l’oro con Matteo è la ciliegina sulla torta. Ora festeggiamo la medaglia, ma domani sarò già in allenamento per preparare la gara individuale. Voglio fare bene anche lì.”

Le ha fatto eco un commosso Matteo Santoro, che in autunno volerà negli Stati Uniti per raggiungere la compagna di sincro e proseguire insieme il percorso universitario e sportivo:

“È un’emozione fortissima, un misto di felicità e paura. Non mi aspettavo l’oro. Con Chiara è sempre tutto magico. Sono felice di poterla raggiungere negli USA: sarà come avere una seconda casa, anche se un po’ mi spaventa essere così lontano.”

Una medaglia per la storia

L’oro di Singapore segna un momento di svolta per il movimento italiano dei tuffi. Non è soltanto il risultato di una coppia in stato di grazia, ma anche il riflesso di un lavoro strutturato e lungimirante da parte della Federazione e del gruppo tecnico. In un mondo sportivo sempre più competitivo, dove Cina e Australia dettano legge da anni, la vittoria di Pellacani e Santoro dimostra che l’Italia c’è, e può ambire ai vertici con continuità.

E non è un sogno. È una realtà che prende forma, tuffo dopo tuffo.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti