29 Giugno 2026, lunedì
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“Esistere” oltre i numeri: chiude con oltre 48.000 presenze il Festival Filosofi lungo l’Oglio

La XX edizione segna un traguardo storico per la manifestazione culturale diffusa tra Brescia, Bergamo e Cremona. Giovani, comunità locali e pensatori internazionali uniti attorno al valore del pensiero e del tempo. In autunno due passeggiate filosofiche per continuare il cammino.

Con oltre 48.000 presenze registrate, si è conclusa con un risultato straordinario la XX edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio, evento che da due decenni attraversa i territori bagnati dal fiume omonimo, coinvolgendo comunità e pensatori in un dialogo sul significato del vivere. A trainare il successo dell’edizione 2024 è stato il tema Esistere, interpretato da una prospettiva filosofica che ha saputo attrarre – in larga parte – un pubblico giovane e partecipe, segno tangibile di un bisogno diffuso di senso e profondità.

Promosso in 23 comuni distribuiti tra le province di Brescia, Bergamo e Cremona, il Festival ha proposto 31 appuntamenti tra lezioni magistrali, passeggiate filosofiche, un concerto e la proiezione del documentario Quando la filosofia diventa contagiosa: da sogno a realtà, che ha ripercorso i vent’anni della manifestazione attraverso immagini, voci e testimonianze.

Il tema Esistere, esplorato nei suoi molteplici significati, ha toccato corde attuali e universali: esistere non come mero dato biologico, ma come atto deliberato, come scelta di stare al mondo con consapevolezza. In un’epoca in cui la retorica della produttività, dell’efficienza e del funzionamento sembra soffocare ogni dimensione interiore, il Festival ha offerto uno spazio per interrogarsi sul valore del desiderio, dell’amore, della riflessione, della decisione.

Momenti simbolici hanno punteggiato il calendario della manifestazione: dalla cerimonia istituzionale per i vent’anni del Festival, alla proiezione del documentario celebrativo; dalla presenza della Fanfara dell’Esercito Italiano alla cerimonia di scopertura dell’opera dell’artista Lello Esposito. Tra le voci più significative, quella della psicoterapeuta e saggista Maria Rita Parsi, intervenuta insieme alla direttrice scientifica del Festival Francesca Nodari, ideatrice e anima dell’intero progetto.

Centrale anche il conferimento del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente, assegnato al filosofo e psicoanalista Miguel Benasayag per il volume Funzionare o esistere? (Vita e Pensiero, 2019), testo che si inserisce pienamente nel solco tematico dell’edizione. Note alte anche sul piano musicale, con il concerto del pianista e compositore Michaël Levinas, che ha proposto L’esistenza musicale, un itinerario sonoro tra pensiero e armonia.

Non meno significative le passeggiate filosofiche, sostenute dalla Fondazione della Comunità Bresciana: lente, riflessive, capaci di attivare un dialogo con il paesaggio e con sé stessi, sono state tra le esperienze più apprezzate. A esse si affianca anche l’originale contest artistico in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia, che ha visto premiata l’opera di Angelica Zamblera, mentre Matteo Daloiso ha ricevuto la menzione speciale del pubblico.

La parola chiave della XXI edizione, già annunciata, sarà Ascoltare: un tema che si pone in continuità ideale con Esistere, ma ne radicalizza la postura. In un contesto sociale dominato dal rumore, dall’urgenza e dalla prestazione, l’ascolto si propone come un atto sovversivo, che implica sospensione del giudizio, apertura, presenza.

Il Festival proseguirà anche in autunno con due eventi speciali dedicati proprio all’ascolto attraverso il cammino. Venerdì 11 ottobre a Sarnico (BG), il filosofo Duccio Demetrio guiderà una passeggiata ispirata al suo libro Foliage, invitando a una contemplazione silenziosa del mutare delle stagioni. Il 18 ottobre a Villachiara (BS), sarà la volta di Gilberto Bettinelli con Il filo verde dell’esistenza, un percorso intellettuale e sensoriale che esplorerà il legame tra l’esperienza individuale e la natura.

Un Festival che non si esaurisce nella durata, ma che lascia tracce: nelle coscienze, nei paesi attraversati, nelle comunità che ogni anno si ritrovano attorno alla parola filosofica, alla ricerca di una possibilità diversa di abitare il proprio tempo.

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