25 Settembre 2026, venerdì
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Catania, scoperto laboratorio di droga in un ristorante: sequestrati 8,8 kg di marijuana e 178mila euro in contanti

L’operazione della squadra mobile nel quartiere San Berillo ha portato all’arresto di un ristoratore 38enne di origine senegalese. La marijuana era trattata con agenti chimici, tra cui un pericoloso cannabinoide sintetico.

Aveva trasformato il magazzino del proprio ristorante, nel cuore del quartiere San Berillo di Catania, in un laboratorio per la lavorazione e la modifica chimica della marijuana. A finire in manette è stato un cittadino senegalese di 38 anni, arrestato dalla squadra mobile della Questura etnea con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. A suo carico sono stati sequestrati complessivamente 8,8 chilogrammi di marijuana e una somma in contanti pari a 178mila euro, ritenuta provento dell’attività illecita.

L’indagine, sviluppata nell’ambito di una più ampia operazione di contrasto al traffico di droga nella zona, è culminata con una perquisizione effettuata nel locale dell’uomo, con il supporto dell’unità cinofila della Polizia. Gli agenti hanno individuato un chilogrammo di marijuana nascosto in modo ingegnoso all’interno del cassonetto di una tapparella situata nel magazzino del ristorante. In diverse pertinenze dell’attività commerciale sono stati trovati anche oltre 17mila euro in contanti, mentre un secchio custodiva prodotti chimici sospetti.

Un secondo intervento, condotto poche ore dopo presso l’abitazione dell’indagato, ha permesso il sequestro di ulteriori 7,7 chilogrammi di marijuana e altri 161mila euro in contanti. Ma è stato l’esame scientifico del materiale sequestrato a rivelare un elemento di particolare allarme: tra le sostanze chimiche rinvenute, gli esperti della polizia scientifica hanno individuato la presenza di un cannabinoide sintetico ad alta pericolosità, noto per i suoi effetti neurotossici e imprevedibili sugli assuntori. Il principio attivo, non presente naturalmente nella cannabis, era ottenuto tramite l’impiego di un precursore chimico rinvenuto nel secchio sequestrato durante la perquisizione.

L’intervento delle forze dell’ordine ha così smantellato non solo una rete di spaccio, ma anche un punto di trasformazione della sostanza stupefacente, con rischi moltiplicati per la salute pubblica. Le indagini proseguono per ricostruire l’eventuale filiera e verificare possibili connessioni con altri soggetti operanti nel traffico di stupefacenti nel territorio etneo.

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