La denuncia è netta, il tono durissimo. Debora Serracchiani, componente della segreteria del Partito Democratico con delega alla Giustizia, prende di mira il governo e, in particolare, il ministro Carlo Nordio, accusato di totale disinteresse nei confronti della drammatica situazione delle carceri italiane.
«Questo governo emana decreti legge a raffica, contingentando i tempi su riforme costituzionali e blindando ogni provvedimento con la fiducia. Ma quando si tratta di affrontare seriamente il sovraffollamento penitenziario, ci si limita con calma a un disegno di legge», afferma Serracchiani, puntando il dito contro l’apparente disallineamento tra l’urgenza della crisi carceraria e la lentezza dell’azione legislativa.
La parlamentare dem non risparmia critiche personali al guardasigilli: «Ma il ministro Nordio non ha proprio un minimo di dignità e decoro?». Un attacco diretto che affonda le radici in una gestione giudicata inadeguata sin dall’inizio della legislatura. Serracchiani elenca quelli che a suo avviso sono stati i segnali inequivocabili della disattenzione del ministro: dal decreto carceri definito “inutile e dannoso”, alla clamorosa assenza durante la seduta straordinaria della Camera dedicata proprio alla crisi penitenziaria.
Ma il passaggio più polemico arriva sulle recenti dichiarazioni del ministro sui suicidi in carcere, che secondo Nordio sarebbero in parte “evitati” grazie al sovraffollamento. Un’affermazione che la deputata definisce “surreale”, ritenendola emblematica del distacco della politica di via Arenula dalla realtà drammatica degli istituti di pena.
Nelle carceri italiane, secondo gli ultimi dati, il tasso di affollamento ha superato in diverse strutture il 140 per cento, mentre continuano ad aumentare i casi di suicidio tra i detenuti e le segnalazioni di stress e burnout tra il personale penitenziario. In questo contesto, l’opposizione giudica inaccettabile la mancanza di un intervento tempestivo e strutturale.
L’accusa della Serracchiani si inserisce così in un clima di crescente tensione tra governo e opposizione sul tema della giustizia. Mentre il Consiglio dei ministri ha appena varato un piano di edilizia penitenziaria da oltre 300 milioni di euro, il Partito Democratico insiste sul fatto che senza un deciso cambio di paradigma — che includa misure alternative alla detenzione, investimenti sul reinserimento e un serio confronto parlamentare — il sistema rischia il collasso definitivo.
