A cura di Daniele Cappa
Nel giorno in cui Gaza conta nuovi morti, con i carri armati israeliani che sparano sulle tende degli sfollati causando decine di vittime, a Roma si tiene una cerimonia che fa discutere. Nella sala del Cenacolo della Camera dei deputati, Matteo Salvini riceve il premio “Israele-Italia 2025”, un riconoscimento nato per celebrare la vicinanza tra i due Paesi e che quest’anno viene assegnato proprio al vicepremier e leader della Lega per la sua “grande amicizia con Israele”.
La scelta della data, le parole pronunciate durante l’evento e il contesto drammatico in cui si è svolto tutto hanno acceso una polemica durissima, con Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra che parlano di “oscenità”, di “doppia morale” e di una “ferita alla credibilità delle istituzioni”.
Una cerimonia tra elogi e diplomazia
Alla cerimonia erano presenti numerosi esponenti delle istituzioni e del mondo filoisraeliano: l’ambasciatore di Israele in Italia Jonathan Peled, Alessandro Bertoldi dell’Istituto Milton Friedman, il docente Dario Peirone, Celeste Vichi dell’Unione delle Associazioni Italia-Israele e Carlos Tapiero della Maccabi World Union.
Proprio Peled ha elogiato Salvini senza riserve: “Non abbiamo dubbi che sia la persona giusta a ricevere questo riconoscimento. La sua amicizia con Israele è un motivo di orgoglio per noi. Speriamo che, anche grazie a lui, i rapporti tra i nostri Paesi si rafforzino ulteriormente”.
Salvini, sorridente e soddisfatto, ha ringraziato affermando che conserverà la targa nel suo ufficio e ha ribadito la sua posizione sul conflitto: “Se Hamas rilasciasse gli ostaggi, le bombe finirebbero il giorno dopo”. Nessun accenno, però, alle vittime palestinesi, né alla strage avvenuta proprio mentre riceveva il premio. Il vicepremier ha poi scherzato sul clamore che l’onorificenza susciterà: “Da oggi avrò ancora migliore stampa. Ormai mi manca solo lo spaccio di droga tra i reati che mi imputano…”.
Le reazioni dell’opposizione: “Un insulto alla pace e ai diritti umani”
L’intergruppo parlamentare per la pace tra Palestina e Israele – che raccoglie circa ottanta tra deputati e senatori di diverse forze politiche – ha diffuso una nota durissima. “La pace si costruisce con la giustizia, non con i premi per la complicità con un governo criminale”, si legge nel comunicato. Il gruppo accusa Salvini di sostenere senza riserve “un governo che viola sistematicamente il diritto internazionale e i diritti umani del popolo palestinese”.
Tra le voci più dure, quella della deputata del M5S Stefania Ascari: “Sessantamila morti, ventimila dei quali bambini. Israele sta compiendo un genocidio e ha messo in piedi un regime di apartheid. E Salvini viene premiato alla Camera: è uno schifo”.
Il Pd, per bocca del deputato Arturo Scotto, ha parlato in Aula di “doppia morale”, accusando il governo di usare due pesi e due misure a seconda degli attori in campo nel conflitto. “Questo è il luogo del diritto, oggi violato da una cerimonia che premia chi stringe la mano insanguinata di Netanyahu”, ha dichiarato.
Sulla stessa linea Angelo Bonelli (Avs): “Oggi è andata in scena qualcosa di orribile. Salvini ha già stretto le mani insanguinate del premier israeliano, cos’altro deve succedere perché qualcuno reagisca?”.
Il Carroccio difende il suo leader: “Orgogliosi di lui”
A difendere Salvini è intervenuto il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, che ha ribadito il sostegno storico del Carroccio a Israele. “La Lega combatte ogni forma di antisemitismo, anche quello che oggi si maschera dietro una retorica umanitaria. Siamo fieri del premio ricevuto dal nostro segretario, che è il riconoscimento di una coerenza politica”. Anche in questo caso, però, nessuna parola sulle vittime civili di Gaza.
Mentre le bombe continuano a cadere sulla Striscia e il numero dei morti cresce, le istituzioni italiane si dividono su un premio che, più che celebrare un’amicizia internazionale, finisce per diventare simbolo di una profonda frattura politica e morale. In un momento in cui molti invocano giustizia, il silenzio su Gaza risuona ancora più assordante.
