6 Ottobre 2026, martedì
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Addio a Ozzy Osbourne, la voce immortale dell’oscurità

Il cantante britannico, icona assoluta dell’heavy metal e leader dei Black Sabbath, è morto a 76 anni. Da tempo lottava contro il morbo di Parkinson.

Ozzy Osbourne è morto all’età di 76 anni. Con lui se ne va una delle figure più controverse e affascinanti della storia della musica rock. Frontman e anima dei Black Sabbath, Osbourne ha incarnato per oltre mezzo secolo lo spirito ribelle, visionario e cupamente magnetico dell’heavy metal.

A dare la notizia della sua scomparsa è stata la famiglia, attraverso un comunicato scarno ma carico di dolore: «È con una tristezza che le parole non possono esprimere che dobbiamo annunciare che il nostro amato Ozzy Osbourne è mancato questa mattina. Era con la sua famiglia, circondato dall’amore. Chiediamo a tutti di rispettare la privacy della nostra famiglia in questo momento».

Il cantante britannico combatteva da anni con gravi problemi di salute. Nel 2020 aveva rivelato pubblicamente di essere affetto dal morbo di Parkinson, malattia neurodegenerativa che ha inevitabilmente segnato il suo ritiro dalle scene. Tuttavia, nonostante il progressivo aggravarsi delle sue condizioni, Osbourne era salito per l’ultima volta sul palco il 6 luglio scorso, in un concerto-evento nella sua Birmingham, insieme agli storici compagni dei Black Sabbath. Un addio non dichiarato, ma percepito come tale da fan e addetti ai lavori.

Nato a Birmingham nel 1948, John Michael Osbourne — questo il suo vero nome — ha attraversato con la sua carriera almeno tre generazioni, diventando un’icona culturale oltre che musicale. Con i Black Sabbath ha rivoluzionato l’immaginario rock degli anni ’70, contribuendo a forgiare le fondamenta di un genere che avrebbe influenzato decine di band in tutto il mondo. La sua voce, inconfondibile e lacerante, ha dato vita a classici come Paranoid, Iron Man, War Pigs e molti altri.

Anche da solista, Osbourne ha costruito una carriera brillante e a tratti spericolata, tra successi discografici, eccessi noti e momenti di fragilità che non ha mai nascosto. La sua figura è diventata, col tempo, anche un fenomeno mediatico, tra reality show e apparizioni pubbliche, sempre sospeso tra la caricatura e la sincerità di un uomo segnato da una vita vissuta senza freni.

Con la morte di Ozzy Osbourne si chiude un’epoca. Non solo per la musica metal, ma per l’intera cultura pop che, nel bene e nel male, lo ha adottato come simbolo. Rimarrà la sua voce, profonda e disturbante, a raccontare a chi verrà dopo che c’è stato un tempo in cui il rock aveva il volto di un principe delle tenebre.

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