8 Luglio 2026, mercoledì
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Maxi sequestro di marijuana nel porto di Gioia Tauro: intercettata una tonnellata nascosta in un container di legname

Operazione congiunta della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane: scoperti oltre 1.200 kg di stupefacente provenienti dal Canada. Il carico, occultato tra tavole di legno, avrebbe potuto generare un giro d’affari di quasi 2 milioni di euro.

Gioia Tauro, intercettato carico di marijuana da 1.220 chili: la droga viaggiava nascosta in container di legname proveniente dal Canada

Un nuovo colpo al narcotraffico internazionale è stato assestato nel porto di Gioia Tauro, hub strategico nel Mediterraneo e già in passato snodo critico per i traffici illeciti. Nel corso di un’attività di controllo coordinata, i finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, in collaborazione con i funzionari dell’Ufficio delle Dogane e dei Monopoli, hanno sequestrato 1.220 chilogrammi di marijuana, nascosti con estrema cura all’interno di un container carico di legname, proveniente dal Canada.

Il rinvenimento è avvenuto nell’ambito delle attività di analisi dei flussi commerciali e delle merci in transito nello scalo portuale calabrese, tra i più trafficati d’Europa. L’intervento rientra in un più ampio dispositivo di contrasto alle attività criminali, volto a presidiare le principali rotte marittime utilizzate dalle organizzazioni dedite al traffico internazionale di stupefacenti.

Un carico da 1,8 milioni di euro: la marijuana nascosta tra le tavole

L’ingente quantitativo di sostanza stupefacente era sapientemente occultato tra le tavole di legname, a conferma dell’elevato grado di sofisticazione logistica delle organizzazioni criminali coinvolte. Secondo le prime stime, una volta immessa sul mercato, la marijuana sequestrata avrebbe potuto fruttare circa 1,8 milioni di euro, generando profitti illeciti per i gruppi dietro l’operazione.

La scoperta è avvenuta grazie a un’articolata attività di analisi di rischio condotta dagli investigatori e dagli operatori doganali, che ha portato alla selezione del container per un’ispezione approfondita. Le verifiche successive hanno confermato i sospetti, con il ritrovamento del carico di droga accuratamente confezionato e nascosto.

Un porto sotto sorveglianza costante

Il porto di Gioia Tauro, crocevia cruciale per i traffici commerciali nel Mediterraneo, è da anni anche un osservato speciale per i possibili utilizzi da parte di organizzazioni criminali internazionali, in particolare per l’importazione di sostanze stupefacenti da Sud America, Africa e, come in questo caso, Nord America.

Le attività di controllo doganale nel porto si avvalgono delle tecnologie più avanzate e della collaborazione tra diversi corpi istituzionali, tra cui Guardia di Finanza, Dogane, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e autorità giudiziaria.

Una strategia investigativa integrata

Il sequestro si inserisce in un più ampio piano di cooperazione tra forze di polizia e autorità doganali, che negli ultimi anni ha consentito il recupero di tonnellate di droga nei principali porti italiani. Le indagini, che proseguono per identificare responsabili e destinatari finali del carico, sono ora affidate alla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, che coordina l’inchiesta per risalire ai vertici della filiera criminale.

Il contrasto al narcotraffico marittimo

Il traffico marittimo rappresenta uno dei principali canali di ingresso delle droghe leggere e pesanti in Europa. I container, con le loro grandi dimensioni e la vastità di rotte commerciali, si prestano facilmente a tecniche di occultamento sofisticate, sfruttando la vastità dei volumi movimentati per cercare di eludere i controlli.

Per questo, porti come Gioia Tauro sono al centro di strategie di sorveglianza rafforzata, che prevedono l’uso di scanner, sensori, droni e sistemi di intelligenza artificiale per il tracciamento delle merci sospette.

Conclusione: tolleranza zero contro i traffici internazionali

Il sequestro dei 1.220 kg di marijuana rappresenta un ulteriore successo nella lotta al narcotraffico internazionale, e conferma la centralità del porto calabrese nel contrasto alle rotte della droga. Un’operazione che dimostra l’efficacia della collaborazione tra forze dell’ordine, autorità doganali e magistratura, e la determinazione dello Stato nel colpire gli interessi economici delle organizzazioni criminali.

Nel frattempo, le autorità continuano a monitorare con attenzione l’intero sistema dei trasporti internazionali, per impedire che i porti italiani diventino vulnerabili alle infiltrazioni della criminalità organizzata.

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