14 Luglio 2026, martedì
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Operaio precipita da sei metri durante l’installazione di un climatizzatore: muore a 58 anni a Massa Lubrense

Incidente mortale sul lavoro in provincia di Napoli: l’uomo è caduto da un’altezza di sei metri, inutili i soccorsi. Indagini in corso per chiarire le responsabilità.

MASSA LUBRENSE (NAPOLI) — Una tragica caduta da un’impalcatura, un volo di sei metri che non gli ha lasciato scampo. È morto così un operaio di 58 anni, vittima dell’ennesimo incidente sul lavoro, mentre stava installando un impianto di climatizzazione in un edificio privato in via Pontone, nel territorio comunale di Massa Lubrense, nella Penisola Sorrentina.

L’incidente è avvenuto nella tarda mattinata di mercoledì 16 luglio. L’uomo, di cui non è stata ancora diffusa l’identità, stava lavorando all’esterno di un edificio, impegnato nel montaggio di un climatizzatore, quando ha improvvisamente perso l’equilibrio. Secondo le prime informazioni raccolte sul posto, sarebbe precipitato da un’altezza di circa sei metri, atterrando violentemente sulla schiena, contro un cordolo di cemento.

Immediata la chiamata ai soccorsi. Il personale del 118 è giunto rapidamente sul luogo dell’accaduto e ha tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma le ferite riportate dall’uomo si sono rivelate troppo gravi. Il decesso è stato constatato direttamente sul posto.

Sul luogo della tragedia sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Massa Lubrense, insieme al Nucleo Investigativo del Gruppo di Torre Annunziata e agli ispettori del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Napoli. Le forze dell’ordine hanno avviato subito i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle norme di sicurezza sul luogo di lavoro.

L’area dell’intervento è stata posta sotto sequestro, mentre la salma dell’uomo è attualmente a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che valuterà l’eventuale necessità di ulteriori accertamenti, tra cui l’autopsia. Al momento non si conoscono i dettagli contrattuali del lavoratore né se fosse impiegato regolarmente.

La caduta mortale accende ancora una volta i riflettori sulla piaga degli infortuni nei cantieri e nei luoghi di lavoro, una scia di sangue che non accenna a interrompersi. Nel solo 2024, secondo i dati forniti dall’INAIL, si contano centinaia di decessi legati ad attività professionali, con particolare incidenza nei settori dell’edilizia e della manutenzione impiantistica, dove spesso l’esposizione al rischio è quotidiana e i controlli insufficienti.

«Ogni morte sul lavoro è un fallimento dello Stato e della società», denunciano i sindacati, che chiedono a gran voce un rafforzamento dei sistemi ispettivi, più formazione obbligatoria per le ditte e l’applicazione rigorosa delle norme in materia di prevenzione e sicurezza.

La Procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità e verificare se le misure di protezione individuale previste dalla legge fossero state effettivamente adottate. Resta ora da chiarire se l’operaio stesse operando da solo o sotto la supervisione di un’impresa, e se fosse presente un ponteggio o altra struttura autorizzata da cui sarebbe caduto.

Nel frattempo, una famiglia piange la perdita di un uomo che era uscito per lavorare ed è morto in silenzio, nell’ennesima, evitabile strage bianca.

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