Gaza City — Nuova escalation di violenza nella Striscia di Gaza, dove un attacco aereo israeliano ha colpito un complesso appartenente alla parrocchia latina della Sacra Famiglia, nel centro di Gaza City. Due civili palestinesi sono rimasti uccisi e padre Gabriel Romanelli, parroco argentino della chiesa cattolica latina, è rimasto ferito.
Secondo quanto riferito dal Patriarcato latino di Gerusalemme, l’attacco ha centrato uno degli edifici del complesso parrocchiale, precisamente la casa delle suore, adiacente alla chiesa. Le vittime sono due donne palestinesi: una, anziana, morta sul colpo, l’altra deceduta poco dopo a causa delle ferite riportate. Entrambe vivevano da mesi all’interno del complesso, dove si erano rifugiate come molti altri civili cristiani dall’inizio del conflitto.
Padre Romanelli è rimasto ferito in modo non grave. Il sacerdote, figura di riferimento per la piccola comunità cattolica di Gaza, era rientrato da poco in città dopo essere stato bloccato per mesi a Gerusalemme. Nelle settimane precedenti aveva più volte lanciato appelli alla tregua, denunciando le condizioni disperate in cui versa la popolazione civile, inclusa la comunità cristiana, decimata e isolata.
Il Patriarcato latino ha espresso “profondo dolore” per quanto accaduto, sottolineando come “il complesso della Sacra Famiglia ospiti ancora decine di civili cristiani, tra cui malati, anziani, disabili e bambini”, e ribadendo che si tratta di “una struttura religiosa riconosciuta e nota”. In una nota ufficiale, l’autorità ecclesiastica ha chiesto “con forza la fine immediata delle ostilità che continuano a mietere vittime innocenti” e ha esortato la comunità internazionale a “intervenire con urgenza per garantire la protezione dei civili”.
Non è la prima volta che edifici religiosi vengono colpiti durante i bombardamenti nella Striscia. Già nell’ottobre 2023, un raid aveva causato la morte di oltre una decina di civili rifugiatisi nella chiesa ortodossa di San Porfirio. Le autorità israeliane, al momento, non hanno commentato specificamente il bombardamento del complesso cattolico, ma in più occasioni l’esercito ha ribadito di prendere di mira “infrastrutture terroristiche di Hamas” e di agire nel rispetto del diritto internazionale.
Dalla ripresa del conflitto nell’ottobre 2023, la comunità cristiana di Gaza – stimata in meno di un migliaio di persone – ha subito perdite gravissime. Molti luoghi di culto sono stati danneggiati o distrutti, e le condizioni umanitarie sono al collasso. Il Papa, attraverso ripetuti appelli, ha chiesto più volte la protezione dei civili, in particolare dei più vulnerabili, e ha espresso solidarietà ai cristiani di Terra Santa.
Le notizie provenienti da Gaza restano difficili da verificare in modo indipendente, a causa dell’assedio in corso e dell’interruzione prolungata delle comunicazioni. Tuttavia, la testimonianza diretta di padre Romanelli e la conferma del Patriarcato conferiscono all’episodio un peso particolare, mostrando ancora una volta quanto anche gli spazi religiosi, storicamente protetti, siano ormai esposti alla distruzione.
Nel frattempo, il bilancio complessivo delle vittime nella Striscia continua a salire, mentre gli sforzi internazionali per ottenere un cessate il fuoco sembrano in stallo. In questo contesto, la notizia del bombardamento del complesso cattolico rappresenta un ulteriore colpo alla già fragile convivenza religiosa in una delle aree più martoriate del pianeta.
