KUT (Iraq) – È un bilancio drammatico quello che arriva dalla città irachena di Kut, a circa 160 chilometri a sud-est di Baghdad. Almeno 61 persone hanno perso la vita e numerose altre sono rimaste ferite in un violento incendio che ha devastato un centro commerciale inaugurato appena cinque giorni fa. Le cause del rogo restano al momento sconosciute, ma le autorità locali hanno già annunciato che verranno intraprese azioni legali nei confronti del proprietario dell’edificio.
L’incendio è divampato nella tarda serata di mercoledì all’interno dell’Hyper Mall, una delle più recenti e ambiziose strutture commerciali della regione. Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero partite dal primo piano, ma non è ancora chiaro se a innescarle sia stato un guasto tecnico, una negligenza o un atto doloso. Le operazioni di soccorso sono proseguite per tutta la notte: le ambulanze hanno trasportato le vittime fino alle 4 del mattino, riempiendo i reparti dell’ospedale locale.
Il governatore della provincia di Wasit, Mohammed al-Miyahi, ha confermato il bilancio provvisorio delle vittime e ha parlato apertamente di una tragedia che lascia interrogativi profondi, a partire dall’idoneità della struttura e dal rispetto delle norme di sicurezza. “Il numero delle vittime, tra morti e feriti, ha superato le 60 unità”, ha dichiarato all’agenzia stampa ufficiale. Contestualmente, ha proclamato tre giorni di lutto in tutta la provincia e ha assicurato che il governo locale non resterà inerte: “Intraprenderemo azioni legali contro il proprietario del centro commerciale e dell’edificio che lo ospita”.
Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco, ma l’intensità del rogo ha reso difficili le operazioni di spegnimento. Un corrispondente dell’Afp ha riferito che l’intera struttura è stata rapidamente avvolta dalle fiamme, impedendo a molti clienti e dipendenti di mettersi in salvo. Tra le vittime, secondo fonti ospedaliere, potrebbero esserci anche diversi bambini.
L’Hyper Mall rappresentava una delle scommesse economiche più recenti della città di Kut, in un’area che da anni cerca di rilanciarsi attraverso investimenti commerciali e infrastrutturali. L’inaugurazione della struttura, solo cinque giorni fa, era stata accolta con entusiasmo da autorità e cittadini. Ora, quella che doveva essere una vetrina di modernità e sviluppo si è trasformata in un simbolo di dolore e indignazione.
La tragedia ha sollevato interrogativi sulla sicurezza degli edifici pubblici in Iraq, paese dove le norme edilizie vengono spesso applicate con superficialità e i controlli sono sporadici. Non è la prima volta che nel Paese si verificano incendi letali in strutture pubbliche o commerciali: episodi simili avevano già colpito ospedali, alberghi e mercati, con conseguenze spesso devastanti.
Le autorità centrali e locali sono ora chiamate a dare risposte rapide e concrete, sia per far luce sulle responsabilità dirette della tragedia, sia per evitare che eventi simili si ripetano. Intanto, la città di Kut si prepara a seppellire le sue vittime, mentre il Paese intero osserva con sgomento un lutto che appare tanto doloroso quanto evitabile.
