8 Luglio 2026, mercoledì
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Via libera definitivo al Dl Infrastrutture: il Senato approva la fiducia con 104 voti

Il decreto è legge: contiene misure urgenti su opere strategiche, Ponte sullo Stretto e semplificazioni per appalti pubblici e trasporti. Un solo astenuto in Aula, contrari 67 senatori.

Con 104 voti favorevoli, 67 contrari e un solo astenuto — il senatore altoatesino Meinhard Durnwalder (Svp) — il Senato della Repubblica ha approvato la questione di fiducia posta dal Governo sul decreto-legge Infrastrutture. Il provvedimento, già licenziato dalla Camera dei Deputati, è ora definitivamente convertito in legge.

Il decreto, ampio e articolato, rappresenta uno snodo cruciale nella strategia nazionale per il rilancio delle infrastrutture e dei trasporti, con interventi normativi che mirano ad accelerare i cantieri, semplificare le procedure per l’affidamento e la gestione degli appalti pubblici e ottimizzare il sistema della mobilità, sia su scala locale che nazionale. Il testo si inserisce nel più ampio quadro degli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e risponde a precisi impegni assunti dall’Italia in sede europea.

Tra le misure più rilevanti spicca la riattivazione dell’iter per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, considerato dal Governo un’opera strategica non solo per il Mezzogiorno, ma per l’intero sistema logistico del Paese. Il decreto prevede strumenti per accelerare l’approvazione e l’avvio dei lavori, con procedure straordinarie rispetto alla normativa ordinaria.

Particolare attenzione è riservata anche alle infrastrutture strategiche per la difesa nazionale: per queste opere, il testo prevede un regime di esonero dalla Valutazione di impatto ambientale (Via), pur con limiti e condizioni, con l’obiettivo di garantire tempi rapidi nella loro realizzazione, in coerenza con le esigenze di sicurezza e protezione del territorio.

Il decreto interviene anche sul fronte della valorizzazione del demanio, con misure volte a snellire la gestione di beni pubblici e a favorire il loro impiego produttivo, in particolare per attività connesse alla logistica e alla mobilità sostenibile. Viene rafforzata inoltre la digitalizzazione delle procedure, in linea con le direttive europee, per migliorare trasparenza ed efficienza nei processi di gara e di esecuzione dei contratti pubblici.

Soddisfazione da parte dell’esecutivo, che ha rivendicato il decreto come un passo decisivo per modernizzare il Paese e sbloccare interventi attesi da decenni. Critiche, invece, da parte dell’opposizione, che ha contestato sia l’uso reiterato del voto di fiducia — strumento che riduce il margine di confronto parlamentare — sia il merito di alcune misure ritenute insufficientemente rispettose dell’ambiente o troppo sbilanciate verso grandi opere considerate divisive.

Con la conversione in legge, il decreto entra ora pienamente in vigore, tracciando un quadro normativo destinato a incidere in modo significativo sulla pianificazione infrastrutturale italiana nei prossimi anni.

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