2 Luglio 2026, giovedì
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Bruxelles pronta ai controdazi: bourbon, Suv e Boeing nel mirino

La Commissione UE definisce una lista di ritorsioni da 72 miliardi di euro contro le tariffe americane. Colpite le eccellenze dell’export statunitense, mentre si apre il confronto tra i Ventisette.

La Commissione Europea ha ufficialmente presentato agli Stati membri dell’Unione una lista preliminare di controdazi per un valore complessivo di 72 miliardi di euro, destinata a entrare in vigore nel caso in cui gli Stati Uniti confermino l’introduzione di nuove tariffe, in particolare sui veicoli europei e nell’ambito delle cosiddette misure “reciproche”. È la risposta di Bruxelles al rischio concreto di una nuova escalation commerciale con Washington, che potrebbe compromettere l’equilibrio già fragile delle relazioni economiche transatlantiche.

La lista, ridimensionata rispetto a una versione iniziale da 95 miliardi, è frutto della consultazione pubblica conclusasi il 10 giugno scorso e, secondo quanto appreso dall’ANSA, conserva alcuni degli asset più emblematici e strategici dell’export americano. Tra i prodotti che verrebbero colpiti dai dazi europei figurano carni bovine e suine, veicoli fuoristrada come SUV e pick-up, componentistica legata all’industria aeronautica — con un occhio particolare alle forniture connesse a Boeing — e il celebre bourbon del Kentucky, simbolo dell’heritage statunitense.

Questa lista, che resta ancora soggetta a modifiche, sarà ora esaminata dai rappresentanti dei Ventisette Stati membri. Secondo una fonte diplomatica europea, il documento è destinato a essere oggetto di “nuovi aggiustamenti” prima della sua definitiva approvazione. Tuttavia, il suo impianto dimostra con chiarezza la volontà dell’Unione di rispondere con fermezza a un eventuale irrigidimento della linea americana sul fronte commerciale.

I dazi americani sui veicoli europei, qualora venissero applicati, colpirebbero duramente l’industria automobilistica del continente, da sempre uno dei pilastri dell’economia dell’Unione. La risposta europea, quindi, mira non solo a riequilibrare l’eventuale squilibrio commerciale, ma anche a inviare un segnale politico chiaro all’amministrazione statunitense: Bruxelles non resterà a guardare.

Il pacchetto di misure è concepito come una leva negoziale, ma è pronto a diventare operativo qualora il dialogo con gli Stati Uniti non dovesse portare a risultati concreti. A essere penalizzati sarebbero settori cruciali per molti Stati americani, con ricadute potenzialmente significative anche sul piano interno. La scelta del bourbon, per esempio, non è casuale: già in passato era stato oggetto di dazi europei in risposta a provvedimenti protezionistici americani, e la sua inclusione ha un forte valore simbolico, oltre che economico.

Resta ora da vedere quale sarà la reazione di Washington. L’eventuale inasprimento del confronto commerciale potrebbe riaprire una stagione di tensioni già vissuta negli anni dell’amministrazione Trump, quando la guerra dei dazi tra le due sponde dell’Atlantico aveva messo a rischio miliardi di euro di scambi commerciali.

In un contesto geopolitico segnato da conflitti e incertezze, dall’Ucraina al Medio Oriente, e da una crescente competizione con la Cina, la stabilità delle relazioni economiche tra Unione Europea e Stati Uniti resta un elemento chiave. L’esame della lista da parte dei governi europei sarà dunque cruciale non solo sul piano tecnico, ma anche politico, per definire la postura dell’UE nei confronti dell’alleato americano.

Il messaggio di Bruxelles è inequivocabile: l’Unione è pronta a difendere i propri interessi, anche a costo di misure drastiche. Ma la porta del negoziato, almeno per ora, resta ancora aperta.

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