6 Novembre 2026, venerdì
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Duplice omicidio a Villa Pamphili, silenzio in aula: Kaufmann non risponde al giudice

Il cittadino americano, accusato dell’uccisione della compagna Anastasia Trofimova e della figlia di undici mesi, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Rebibbia.

Ha scelto il silenzio, Francis Kaufmann. Nessuna parola, nessuna spiegazione, nessuna reazione durante l’interrogatorio di garanzia che si è tenuto nel carcere di Rebibbia. L’uomo, 46 anni, cittadino statunitense, è accusato di uno dei crimini più agghiaccianti avvenuti a Roma negli ultimi anni: l’omicidio della compagna Anastasia Trofimova, 29 anni, e della loro figlia Andromeda, appena undici mesi.

L’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari di Roma si è svolto ieri, ma Kaufmann ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere, mantenendo un riserbo assoluto sulle accuse gravissime che lo riguardano. Un atteggiamento che, almeno per ora, lascia senza voce la sua difesa, mentre l’inchiesta prosegue per far luce su quanto accaduto nel cuore verde della capitale.

I corpi senza vita di Anastasia e della piccola Andromeda sono stati rinvenuti il 7 giugno scorso all’interno di Villa Doria Pamphili, uno dei parchi più amati dai romani. Una scena che ha scosso profondamente l’opinione pubblica, non solo per la brutalità dell’atto, ma anche per il luogo in cui è avvenuto: un contesto di quiete e bellezza improvvisamente trasfigurato in teatro di morte.

Subito dopo il ritrovamento dei cadaveri, Kaufmann si è dato alla fuga. Per sei giorni ha fatto perdere le proprie tracce, fino al 13 giugno, quando è stato rintracciato e arrestato in Grecia, su una piccola isola nei pressi di Skiathos. L’arresto è avvenuto grazie alla cooperazione internazionale tra le forze dell’ordine italiane e greche, in seguito all’emissione di un mandato di cattura europeo.

La procedura di estradizione si è conclusa l’11 luglio, quando Kaufmann è stato consegnato alle autorità italiane e trasferito a Roma a bordo di un aereo militare. Da allora si trova detenuto a Rebibbia, in isolamento.

Secondo quanto trapelato dagli ambienti investigativi, l’uomo avrebbe pianificato la fuga nei minimi dettagli, portando con sé documenti e contanti, segno di una possibile premeditazione. Tuttavia, al momento, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sui risultati degli esami autoptici e sugli elementi raccolti a supporto dell’accusa.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Roma, prosegue con l’obiettivo di chiarire il movente del duplice omicidio e ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti. In particolare, restano da accertare le ultime ore di vita di Anastasia e della bambina, nonché eventuali segnali premonitori di violenza domestica o disagio psichico che possano aver preceduto la tragedia.

Il silenzio di Kaufmann, almeno per ora, contribuisce a tenere avvolta nel mistero una vicenda che ha colpito al cuore la città. Nessuna parola è stata pronunciata neppure in merito al rapporto con Anastasia, conosciuta da amici e colleghi come una giovane donna solare e determinata, madre premurosa, con una rete sociale viva e attenta.

Nel frattempo, la comunità si interroga e chiede giustizia, mentre la magistratura lavora per portare a processo il presunto autore di un delitto che ha sconvolto Roma e superato i confini nazionali. Il prossimo passo sarà l’esito dell’udienza davanti al Tribunale del Riesame, a cui la difesa potrebbe rivolgersi per valutare una richiesta di attenuazione della misura cautelare. Ma al momento, con l’accusa di duplice omicidio e il rischio concreto di una condanna all’ergastolo, il quadro resta pesantemente compromesso per l’imputato.

La speranza, ora, è che il corso della giustizia riesca a restituire almeno un frammento di verità a fronte di una tragedia tanto profonda quanto inspiegabile.

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