Il Psg incanta e il Real affonda. Nella semifinale del Mondiale per Club al MetLife Stadium di New York, i campioni d’Europa umiliano 4-0 la squadra di Xabi Alonso e conquistano la finale contro il Chelsea.
Alla squadra di Luis Enrique basta un tempo per chiudere i conti con una superiorità tattica, tecnica e atletica disarmante. Due reti di Fabian Ruiz, un gol del solito Dembelé e il sigillo nel finale di Gonçalo Ramos sanciscono il dominio parigino. Una lezione durissima per un Real Madrid fragile, disordinato e mai davvero in partita.
Una prestazione sontuosa che lancia il Psg verso un traguardo storico: dopo Ligue 1, Coppa di Francia, Supercoppa francese e Champions League, il Mondiale per Club potrebbe diventare il quinto trofeo stagionale. Il cosiddetto “cinquiplete”, che nessuna squadra francese ha mai nemmeno sfiorato.
Colpo su colpo: Psg da boxe, Real al tappeto
A dare il tono della serata è Michael Buffer, il leggendario ring announcer americano, che prima del fischio d’inizio pronuncia il suo celebre “Let’s get ready to rumble”. Un’introduzione da incontro di pugilato che si rivela profetica: nei primi 45 minuti il Real Madrid sembra un pugile alle corde, travolto dai colpi micidiali di un Paris Saint-Germain feroce.
Il primo squillo è di Fabian Ruiz, che impegna Courtois con una conclusione velenosa. Subito dopo il portiere belga si supera su un tap-in ravvicinato di Dembelé. Il vantaggio è nell’aria e arriva puntuale: al 5’, Marco Asensio si addormenta in area, Dembelé gli soffia il pallone e si presenta davanti a Courtois. Il portiere lo stende, ma la sfera schizza tra i piedi di Fabian Ruiz, che deve solo appoggiare in rete.
Nemmeno il tempo di riordinare le idee, che il Real affonda di nuovo. Stavolta è Rudiger, tradito da un controllo incerto, a regalare palla a Dembelé: l’ex Barcellona s’invola indisturbato e trafigge Courtois con freddezza. Siamo all’8’: il Madrid è già sotto di due reti. Una situazione che, negli ultimi 25 anni, era capitata solo una volta alla squadra blanca.
Real smarrito, Psg spietato
Il Real prova una timida reazione, spinto da Mbappé e Vinícius, ma senza mai trovare fluidità o vere occasioni. Anzi, alzando il baricentro, offre spazi invitanti agli esterni parigini. Ne approfitta ancora una volta Dembelé, imprendibile tra le linee: al 24’ scappa via sulla destra e serve Hakimi, che a sua volta mette in mezzo per l’accorrente Fabian Ruiz. Doppietta personale e 3-0 senza appello.
A fine primo tempo il punteggio fotografa fedelmente una partita a senso unico. Il Psg è brillante, compatto, letale; il Real è confuso, svagato, in costante affanno. La regia di Luis Enrique funziona alla perfezione: pressing alto, transizioni rapidissime, precisione nei movimenti. Ogni errore degli avversari è punito con cinismo.
Nella ripresa, gestione e il poker firmato Ramos
Il secondo tempo si apre sullo stesso copione: Psg in controllo, Real incapace di reagire. Al 48’ Doué mette dentro il quarto gol, ma l’assist di Dembelé arriva da posizione irregolare e il VAR annulla. Mbappé ha un’occasione dalla distanza, ma la mira è sbilenca. Donnarumma, inoperoso fino all’86’, deve aspettare quasi 90 minuti per la sua prima parata, su un debole tentativo di Militao.
Poi, nel recupero che non arriva mai, i parigini chiudono i conti. Barcola semina il panico nell’area madridista, serve un assist perfetto per Gonçalo Ramos che sigla il 4-0 e dedica il gol al connazionale Diogo Jota, scomparso pochi giorni prima.
Il Psg punta alla storia
L’arbitro fischia la fine senza recupero, quasi a risparmiare ulteriori sofferenze a un Real Madrid irriconoscibile. Il Psg vola in finale contro il Chelsea e sogna la consacrazione globale. Luis Enrique ha costruito una macchina perfetta, capace di dominare in Europa e ora anche nel mondo.
Se alza il quinto trofeo stagionale, il Psg entrerà in una dimensione storica. Ma già adesso, dopo una semifinale perfetta contro uno degli avversari più titolati al mondo, il messaggio è chiaro: il Paris non è più soltanto una squadra da copertina. È una potenza reale, completa, consapevole. E decisamente ingiocabile.
