8 Luglio 2026, mercoledì
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Ecomafie in crescita, 40mila reati ambientali nel 2024: un’emergenza criminale senza tregua

Il nuovo Rapporto di Legambiente fotografa un’Italia assediata dai crimini ambientali: +14,4% in un anno, boom di appalti truccati e corruzione. Un business illegale da oltre 9 miliardi e 111 reati al giorno.

La criminalità ambientale non conosce crisi. Nel 2024, in Italia, sono stati registrati oltre 40mila reati contro l’ambiente, con un incremento del 14,4% rispetto all’anno precedente. Una media impressionante: 111,2 reati al giorno, quasi 5 ogni ora. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto Ecomafia stilato da Legambiente, che delinea un quadro allarmante sull’infiltrazione della criminalità organizzata nei settori legati all’ambiente, all’economia circolare e agli appalti pubblici.

Secondo il dossier, l’economia illegale legata ai crimini ambientali ha raggiunto la cifra record di 9,3 miliardi di euro. Un giro d’affari che coinvolge un numero crescente di clan, sempre più ramificati sul territorio e attivi in comparti strategici come lo smaltimento illecito dei rifiuti, l’abusivismo edilizio, il traffico di materiali pericolosi e il saccheggio delle risorse naturali.

Ma il dato che più inquieta riguarda la corruzione negli appalti pubblici legati alla transizione ecologica. Tra il 1° maggio 2024 e il 30 aprile 2025 si contano 88 inchieste per tangenti su progetti ambientali e opere green: un aumento del 17,3% rispetto ai dodici mesi precedenti. Una deriva che mette a rischio non solo la legalità, ma anche l’efficacia delle politiche ambientali e l’uso delle risorse del PNRR e dei fondi europei.

“Le ecomafie si stanno adattando ai nuovi scenari – sottolinea Legambiente – intercettando il flusso degli investimenti verdi e sfruttando la debolezza dei controlli e delle stazioni appaltanti. Serve una risposta netta, a partire dal rafforzamento degli strumenti investigativi e sanzionatori”.

Il rapporto segnala inoltre una crescita dell’aggressione mafiosa anche nei territori del Centro e Nord Italia, con un’espansione che conferma la natura sistemica del fenomeno e la sua pericolosa evoluzione: meno violenta, più sofisticata, ma altrettanto devastante.

Alla luce di questi numeri, Legambiente chiede al governo e al Parlamento un rilancio del contrasto alle ecomafie, a partire dall’approvazione di una legge contro i reati contro la natura e l’ambiente, rimasta ancora al palo.

Il crimine ambientale, nel 2024, si conferma dunque una delle principali minacce alla sicurezza, alla salute pubblica e allo sviluppo sostenibile del Paese. Ma anche un banco di prova, forse il più decisivo, per misurare la coerenza delle politiche ambientali con i principi della legalità.

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