L’ondata di caldo estremo che sta soffocando l’Europa non accenna a diminuire e continua a produrre conseguenze drammatiche. In Grecia, sull’isola di Creta, un vasto incendio sta mettendo in ginocchio la zona sud-orientale del comune di Ierapetra, nella provincia di Lasithi. Le fiamme, alimentate da venti impetuosi, avanzano su tre fronti distinti — Ferma, Achlia e Schinokapsala — costringendo le autorità a evacuare alberghi, abitazioni e strutture turistiche.
Centinaia di persone, tra residenti e turisti, sono state trasferite in sicurezza, con l’assistenza della protezione civile e dei servizi medici d’emergenza, attualmente in stato di massima allerta. Una parte degli evacuati ha trascorso la notte nella palestra comunale coperta di Ierapetra, adibita a rifugio temporaneo. Otto ambulanze sono operative nella zona: tre persone sono state trasportate all’ospedale generale locale per problemi respiratori, altre due per lievi ferite, mentre un cittadino con problemi di mobilità è stato soccorso e trasferito in sicurezza.
L’operazione di spegnimento è complessa: al lavoro decine di squadre dei vigili del fuoco con mezzi terrestri e aerei. In supporto sono arrivati anche rinforzi da Atene, ma le difficili condizioni meteo — forti raffiche di vento e terreno impervio — rendono l’intervento particolarmente impegnativo.
Intanto, in Spagna, il caldo torrido ha già causato almeno 102 decessi solo dalla giornata di sabato. A riportarlo è il Sistema di Monitoraggio della mortalità quotidiana (MoMo), che registra le morti attribuibili alle temperature estreme. Il dato si inserisce in un quadro allarmante: da inizio anno, sarebbero almeno 380 i morti legati al caldo in tutto il Paese.
L’Agenzia meteorologica statale Aemet mantiene l’allerta in 12 delle 17 regioni spagnole, con avvisi per temperature estreme e temporali localmente molto intensi. In Andalusia, una delle aree più colpite, si registrano ancora picchi fino a 42 gradi, con le autorità sanitarie in allerta per il rischio di colpi di calore, soprattutto tra anziani e soggetti fragili.
L’Europa meridionale si confronta così con una delle prime grandi emergenze climatiche dell’estate 2025, tra incendi fuori controllo e un caldo che — ormai — non è più un’eccezione stagionale, ma una minaccia strutturale.
