Nel cuore della Piana di Gioia Tauro, tra le colline di Taurianova e Polistena, i Carabinieri hanno messo a segno un’importante operazione contro i reati ambientali, denunciando 15 persone nell’ambito di una vasta attività di controllo e prevenzione. Due di loro sono stati colti in flagranza mentre appiccavano il fuoco a cumuli di rifiuti speciali, in spregio alle più basilari norme sulla tutela ambientale.
Si tratta di una delle condotte più gravi previste dalla legge in materia ambientale: la combustione illecita di rifiuti. Un gesto che, oltre a violare pesantemente il codice penale, rilascia nell’aria sostanze potenzialmente tossiche, mettendo a rischio la salute pubblica e compromettendo l’equilibrio di un ecosistema già fragile.
L’intervento tempestivo è stato possibile grazie alla sinergia tra i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, il Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia e i Carabinieri Forestali di Cittanova. Una combinazione di risorse aeree e terrestri che ha consentito di documentare le azioni criminali in tempo reale e bloccare i responsabili.
Ma non si è trattato di un episodio isolato. Nell’ambito dello stesso dispositivo operativo, i militari hanno deferito all’autorità giudiziaria altre 12 persone per vari illeciti di natura ambientale ed edilizia. I controlli mirati, estesi su diverse aree del Reggino, hanno portato alla scoperta di due discariche abusive e al sequestro dei terreni su cui erano stati riversati i rifiuti. I proprietari sono stati denunciati.
Ancora, lungo le strade della zona, sono stati fermati sette soggetti mentre trasportavano rifiuti speciali senza alcun tipo di autorizzazione, un’attività anch’essa vietata dalla normativa vigente. E non è tutto: un imprenditore agricolo è stato denunciato per incendio boschivo, dopo aver perso il controllo di un fuoco acceso per la pulizia di sterpaglie, che si è esteso alla vegetazione circostante.
L’intera operazione si inserisce all’interno di una più ampia strategia di tutela del territorio promossa dalle autorità competenti, con l’obiettivo di contrastare sistematicamente i reati ambientali e arginare un fenomeno che, soprattutto in aree a elevato valore naturalistico come quelle calabresi, rappresenta una minaccia persistente.
Le indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Palmi, Emanuele Crescenti, sono tuttora in corso. Gli inquirenti stanno approfondendo il quadro investigativo per individuare eventuali ulteriori responsabili o complicità. Va precisato che le persone denunciate sono attualmente sottoposte a indagini preliminari e che la loro posizione sarà definita nel corso del procedimento giudiziario, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.
Non si escludono, infine, ulteriori sviluppi investigativi e probatori, anche a favore degli indagati.
