2 Luglio 2026, giovedì
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Catalogna in fiamme: due morti e 20mila confinati in casa per un incendio fuori controllo

Il rogo, alimentato da vento e temperature record, ha devastato oltre 5.000 ettari. Fumo visibile a 300 km di distanza. La Spagna ha appena vissuto il giugno più caldo della sua storia.

CATALOGNA – Il cuore agricolo della Spagna è in ginocchio. Un vasto incendio scoppiato martedì pomeriggio nei pressi di Torrefeta, nella provincia di Lleida, in Catalogna, ha provocato la morte di due persone e costretto circa 20mila residenti di nove comuni a chiudersi in casa per ore a causa del fumo denso e pericoloso.

Le vittime sono state rinvenute nel comune di Coscò, a una ventina di chilometri dall’origine del rogo, all’interno dell’area attualmente sotto controllo delle autorità. Le fiamme, alimentate da raffiche di vento e temperature eccezionalmente elevate, hanno già incenerito circa 5.000 ettari di terreno agricolo, disegnando uno scenario apocalittico.

Una colonna di fumo larga 14 chilometri

Secondo quanto riferito dalla Protezione civile catalana, il fumo generato dall’incendio ha percorso oltre 300 chilometri, formando una colonna di circa 14 chilometri di diametro: un fenomeno giudicato senza precedenti nella regione. Per precauzione, nella giornata di martedì, le autorità hanno imposto il confinamento domestico in diverse località, invitando la popolazione a non uscire e a tenere porte e finestre chiuse. Durante la notte, grazie al miglioramento delle condizioni atmosferiche e all’intervento dei vigili del fuoco, la misura è stata revocata nella maggior parte delle aree interessate.

Parallelamente, un secondo incendio si è sviluppato nel distretto di Sanauja, a poca distanza dal focolaio principale, bruciando altri 40 ettari di vegetazione.

La minaccia delle temperature record

Nonostante l’estensione dell’incendio, i vigili del fuoco catalani sono riusciti a stabilizzare il fronte principale e stanno ora lavorando per completare la perimetrazione dell’area e scongiurare eventuali nuovi focolai, in particolare alla luce dell’ondata di caldo che continua a colpire la penisola iberica.

Le condizioni meteorologiche restano critiche. L’agenzia meteorologica statale Aemet ha certificato che il mese di giugno appena concluso è stato il più caldo mai registrato in Spagna, con una temperatura media di 23,6 gradi, superiore di 0,8 gradi rispetto al precedente record del 2017.

Una realtà climatica sempre più estrema che, insieme alla siccità e alla vegetazione secca, sta moltiplicando il rischio incendi in tutta la regione mediterranea.

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