VENEZIA – Un matrimonio da favola, ma senza la favola di Venezia. Jeff Bezos e Lauren Sanchez hanno deciso di rivedere i piani per le loro nozze da sogno, rinunciando alle feste nella Serenissima e, soprattutto, all’arrivo della spettacolare flotta di yacht che avrebbe fatto da cornice agli eventi esclusivi in Laguna dal 26 al 28 giugno. La decisione arriva all’incrocio di due linee rosse: l’allerta globale scatenata dall’ultima escalation militare in Medio Oriente e le proteste dei residenti veneziani, che avevano annunciato una mobilitazione simbolica contro lo sfarzo dell’evento.
A farne le spese, almeno in apparenza, sarà il “Koru”, la goletta a tre alberi da 127 metri del fondatore di Amazon, vera e propria regina dei mari, e il suo yacht di supporto “Abeona”, che trasporta una flotta personale composta da auto, moto d’acqua e persino l’elicottero della futura sposa. Entrambe le imbarcazioni, secondo fonti vicine all’organizzazione, non attraccheranno più a Venezia. E con loro sfuma anche una delle tappe più attese: la serata alla Scuola Grande della Misericordia, edificio cinquecentesco nel cuore della città.
Le motivazioni ufficiali non ci sono, ma il contesto parla chiaro. L’instabilità internazionale dopo l’attacco degli Stati Uniti all’Iran ha alzato i livelli di sicurezza per ospiti e staff, già massicciamente impegnati nell’organizzazione dell’evento. Al tempo stesso, il clima in città si è fatto sempre più ostile: nelle scorse settimane, alcuni gruppi di attivisti veneziani avevano annunciato proteste simboliche, tra cui il lancio di coccodrilli gonfiabili nei canali per “ostacolare” il passaggio degli ospiti. Una polemica esplosa attorno al messaggio che la festa lanciava: Venezia “bloccata” per un evento privato.
A testimoniare il nervosismo crescente, il blitz di Greenpeace in Piazza San Marco, con un enorme striscione di 400 metri quadrati rivolto direttamente al miliardario: “If you can rent Venice for your wedding, you can pay more tax”. (“Se puoi affittare Venezia per il tuo matrimonio, allora puoi pagare più tasse”). Dieci attivisti sono stati fermati dalla polizia municipale.
La protesta, intanto, cambia geografia. La piattaforma “No Space for Bezos”, che aveva previsto una manifestazione nei pressi della Scuola Grande della Misericordia, ha aggiornato il proprio programma: l’appuntamento è per venerdì 28 giugno, alle 17, in Strada Nova, presso il ponte Nicolò Pasqualigo. Al grido di “No space for War”, gli attivisti denunciano “i legami tra élite economiche e industria bellica”, accomunando nella stessa condanna Bezos e Donald Trump.
Ma se il Koru resta alla fonda, a decine solcano ancora i cieli. Sono infatti attesi tra il 24 e il 27 giugno almeno 90 voli privati – tra jet e aero-taxi – negli scali di Venezia, Verona e Treviso, tutti gestiti dal gruppo Save. La società ha già fatto sapere che non si registreranno impatti sulla regolare operatività degli aeroporti, sottolineando come in occasioni come la Mostra del Cinema il traffico di lusso sia addirittura più intenso.
E così, mentre la festa si sposta verso lidi più discreti, resta alta l’attenzione per il matrimonio più chiacchierato del 2025. Meno visibilità, forse. Ma la lista degli ospiti resta da red carpet. E i riflettori, in fondo, anche.
