WASHINGTON – Due bombardieri strategici B-2 Spirit dell’aeronautica militare statunitense sono decollati da una base nel Missouri nelle ultime ore. I velivoli, invisibili ai radar e capaci di trasportare la superbomba anti-bunker GBU-57, sono in grado di colpire obiettivi sotterranei altamente protetti, come l’impianto nucleare iraniano di Fordow. Una mossa che, nel contesto delle crescenti tensioni tra Israele e Iran, rappresenta un messaggio militare chiaro e inequivocabile.
Il dispiegamento arriva in un momento particolarmente delicato. Nelle stesse ore, Israele ha confermato l’uccisione di Saeed Izadi, capo della divisione palestinese della Forza Quds, braccio operativo esterno dei pasdaran. Secondo quanto dichiarato dal ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, Izadi è stato colpito in un’operazione mirata mentre si trovava in un appartamento a Qom, in Iran. Tel Aviv lo accusa di essere stato uno dei principali artefici del sostegno militare a Hamas in vista dell’attacco del 7 ottobre.
TENSIONI DIPLOMATICHE: SOTTO ATTACCO IL DIRETTORE DELL’AIEA
A infiammare ulteriormente il clima, le parole minacciose di Ali Larijani, influente consigliere della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, che sui social ha attaccato il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), Rafael Grossi:
“La pagherà, una volta che la guerra con Israele sarà finita”, ha scritto, suscitando forte preoccupazione nelle cancellerie occidentali.
CIPRO: ARRESTATO UN AGENTE IRANIANO, PIANIFICAVA UN MASSACRO
Un ulteriore fronte si è aperto a Cipro, dove le autorità locali, in collaborazione con servizi di intelligence internazionali, hanno arrestato un presunto membro delle Guardie rivoluzionarie iraniane. Secondo fonti israeliane, l’uomo stava preparando un attentato contro migliaia di cittadini israeliani in attesa di rientrare in patria. L’operazione è stata descritta come “imminente” e il bersaglio sarebbero stati luoghi di ritrovo e aree di transito affollate da civili.
NEGOZIATI A GINEVRA: SPIRAGLI MA NESSUNA SVOLTA
Mentre la tensione militare e diplomatica continua a salire, a Ginevra proseguono i colloqui indiretti tra mediatori internazionali nel tentativo di evitare un’escalation regionale. Nonostante i pochi spiragli di dialogo, al momento non si registrano progressi concreti, mentre lo scontro tra Israele e Iran – sia militare che retorico – sembra farsi ogni giorno più pericoloso.
Il quadro che emerge è quello di una crisi multilivello, in cui diplomazia, intelligence e forza militare si intrecciano in un equilibrio precario. L’entrata in scena dei bombardieri strategici statunitensi rappresenta un ulteriore elemento di pressione, che lascia intravedere la possibilità – finora scongiurata – di un confronto diretto su scala più ampia.
